La Nuova Sardegna

Olbia

Il geologo: ecco i rischi della ricerca geotermica

di Sebastiano Depperu
Il geologo: ecco i rischi della ricerca geotermica

Mandis: «Forte inquinamento, consumo di risorse idriche, induzione sismica» Nei prossimi giorni anche Trinità darà il parere sul progetto tra Gallura e Anglona

28 settembre 2014
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TEMPIO. Manca solo il parere di Trinità, dopo i decisi “no”espressi da Bortigiadas, Badesi e Aggius nel periodo scorso. Tre dei Consigli comunali dei centri interessati dal progetto “Sedini” per la ricerca di energia geotermica tra Gallura e Anglona hanno detto la loro, all’unanimità. Il quarto parere arriverà tra qualche giorno, poi la Regione, che ha richiesto una consultazione ai Comuni, deciderà se attivare la Via (Valutazione di impatto ambientale.

Ma perché c’è tanta diffidenza verso la geotermia? Spiega il geologo Giovanni Mandis: «La maggior parte di noi sardi non ha la minima idea delle problematiche ambientali che verrebbero causate dalle centrali geotermiche a livello industriale che si vorrebbero realizzare. Nel sottosuolo esistono beni geologici fondamentali per la nostra esistenza, e cioè le falde acquifere, assolutamente da salvaguardare in quanto limitati. Per poter sfruttare l'energia termica del sottosuolo occorrono interventi importanti e ad altissimo impatto. Non possiamo certo spacciarla per energia verde o pulita. Tutt'altro. Il suo sfruttamento porta ad uno sconvolgimento del territorio e delle sue matrici ambientali (acqua, aria e suolo)».

Mandis spiega anche che «lo sfruttamento dell'energia geotermica richiede enormi consumi idrici. Pertanto è impensabile parlare di progetti simili, senza un serio bilancio idrico, più che mai necessario in un luogo come la Sardegna, in cui non esiste alcuna caratterizzazione sulla potenzialità delle risorse idriche del sottosuolo e dove mancano anche le zone di tutela e di vincolo delle aree di ricarica delle falde acquifere».

Cosa accadrebbe se si trivellasse una di quelle zone? «La geotermia – dice l’esperto - crea un consumo scriteriato delle risorse idriche del sottosuolo fino a distruggerle; altera le falde acquifere inquinandole in maniera irreversibile. Lo sfruttamento geotermico causa emissioni inquinanti (mercurio, arsenico, boro, acido solfidrico e metano). Dell'impatto terribile della geotermia ne sono prova assoluta le varie centrali distribuite nel mondo. Solo la Toscana ne ha 32, che emettono quantitativi pericolosi di inquinanti che ricadono sul suolo: laggiù i pozzi geotermici hanno distrutto la falda acquifera superficiale potabile. Altri aspetti preoccupanti: subsidenza e induzione sismica. In Sardegna non sono mai stati fatti studi relativi alla caratterizzazione sismica. Dunque poco o nulla si sa. Ma le perforazioni profonde andrebbero sicuramente ad intaccare zone di faglia e non può escludersi che si possano innescare movimenti nel sottosuolo».

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