La Nuova Sardegna

Olbia

I sindacati da Pigliaru: ci aiuti a trattare

di Enrico Gaviano
I sindacati da Pigliaru: ci aiuti a trattare

Vertice oggi a Cagliari prima dell’apertura del tavolo con l’azienda a Roma: «Serve tempo, il Governatore deve sostenerci»

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OLBIA. La richiesta lanciata ieri anche attraverso la Nuova Sardegna è stata accolta dal governatore Francesco Pigliaru e dall’assessore ai trasporti Massimo Deiana. Oggi infatti i rappresentanti sindacali impegnati nella dura vertenza Meridiana saranno accolti dai due esponenti della giunta. L’inonctro è previsto per le ore 13. Prima, Pigliaru incontrerà anche l’amministratore delegato di Meridiana Roberto Scaramella. Una mattinata difficile quella che dovrà affrontare il presidente della Regione visto che sul tavolo c’è una partita che riguarda il rischio che vengano perduti 1600 posti di lavori, tanti quanto la compagnia dell’Aga Khan denuncia siano gli esuberi.

La decisione di Pigliaru e Deiana di sentire i sindacati, fa felice Franco Monaco, segretario territoriale della Filt Cgil, uno di quelli che ha chiesto a gran voce, oltre che con una lettera indirizzata al governatore, l’incontro che effettivamente si terrà oggi. «Siamo molto soddisfatti – dice Monaco – per l’attenzione della giunta regionale nei nostri confronti. Ovviamente non pensiamo che possano essere fatti dei miracoli. Siamo lucidi e realisti, non possiamo permetterci voli pindarici in un momento in cui la situazione si è fatta drammatica».

La strategia dei sindacati è chiara. «Nel tavolo con il governo e l’azienda che si è svolto la scorsa settimana – ricorda ancora Monaco – il nostro obiettivo era quello di sospendere la procedura, congelare i licenziamenti. Ottenuto quell’obiettivo ora il prossimo step, e per questo chiediamo un sostegno forte della Regione,del governatore Pigliaru e della giunta, è quello di avere tempo. Ci serve tempo, non abbiamo altra scelta. Perché il rinvio deciso la scorsa settimana arriva sino al 21 ottobre. Troppo poco per un confronto che possa far scaturire un nuovo piano industriale, nuove prospettive. Al massimo si potrebbe spuntare la diminuzione dei licenziamenti di 2-300 unità. Ma noi vogliamo altro».

Tempo, dunque. Per poter riaffrontare tutte le problematiche, riannodare i fili. Salvare, sopratutto, la maggior parte di coloro che ora sono considerati esuberi. «In un mese si può far ben poco. Per questo puntiamo ad altri due anni di cassa integrazione. Un lasso di tempo sufficiente per poter trovare soluzioni strutturali. Per esempio trovare il partner internazionale, rivedere la continuità territoriale, e altre argomentazioni forti. Senza un lasso di tempo ragionevole per provare a studiare alternative concrete – conclude Monaco – si potrà invece fare ben poco».

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