Pittorru: «Priatu, una grande comunità»
Sant’Antonio, il sindaco elogia i cittadini per il loro senso civico, ma replica a chi parla di abbandono: la colpa non è nostra
SANT’ANTONIO. Qualche giorno fa, i cittadini di Priatu, frazione di Sant’Antonio di Gallura, hanno manifestato il loro senso di abbandono e di isolamento. Il primo cittadino, Angelino Pittorru, affida una risposta ad una lettera. Si parlava di scarso interesse per il decoro urbano della frazione e paura per un canale che ha provocato danni durante l’alluvione del 18 novembre scorso e che risulta ancora sporco. Angelino Pittorru risponde, punto per punto.
Ecco il documento per intero:«“In tempi difficili come questi siamo tutti scontenti. Sono scontenti i cittadini di Priatu che si sentono “abbandonati” e giustamente vorrebbero che l’amministrazione facesse di più e sono scontento anch’io di essere sindaco perché non riesco a fare quello che vorrei; anzi, qualche volta, sono costretto a fare cose che proprio non vorrei fare. E avrei volentieri già lasciato da tempo “la poltrona” se non fossi convinto che ciò facendo, daremmo all’esterno l’immagine di una comunità litigiosa. Cosa che non siamo! Andremo avanti fintanto che ci saranno le condizioni, ma se queste dovessero venir meno, non esiterei un attimo a lasciare, con assoluta serenità. Mi sento legato ai priatesi che stimo molto e proprio in quella comunità ho tanti dei miei migliori amici. Ammiro e ringrazio di cuore quei cittadini che senza clamore, in silenzio, con spiccato senso civico, contribuiscono volontariamente a mantenere pulito il parco giochi e il centro sociale, opere entrambe realizzate in toto o in parte da questa amministrazione. E, così, pure curano la piazzetta, al centro del paese, costruita anche questa nel mio precedente mandato, o si interessano del campo sportivo, degli spogliatoi e dell’ingresso del paese da noi recentemente restaurati e abbelliti. Il canale di cui si parla, sarà presto ripulito: nel bilancio appena approvato, abbiamo previsto le somme necessarie. I rilievi e le osservazioni le accettiamo volentieri, anzi ci spingono a fare meglio, ma non si approfitti di un fatto doloroso come l’alluvione del 18 novembre per criticare l’amministrazione perché un tale atteggiamento offende la dignità della nostra gente. Non c’è bisogno di mantenere l’anonimato. Se, qualcuno però, si sente abbandonato o soffre di isolazionismo, la colpa non è dell’amministrazione. Io in quella comunità, mi trovo benissimo e tra amici».
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