Chioschi nel Corso, il no del Comune già lo scorso giugno
La società “H Ventiquattro project” replica alle accuse: «I nostri corner automatici si trovano anche a Venezia»
Non si placa la polemica sul chiosco automatico per la distribuzione di alimenti e bevande da sistemare nel corso Umberto. La società «H ventiquattro project» difende il suo progetto, ma il confronto rischia di diventare pura accademia perché il Comune già lo scorso mese di giugno ha comunicato il diniego dell’autorizzazione alla «Immobiliare Di Pellegrini» di Calangianus, concessionaria del marchio «H Ventiquattro» per tutta la Gallura, che aveva presentato la richiesta. È tutto scritto in due successive comunicazioni dell’ufficio comunale per la pianificazione e gestione del territorio, datate 4 e 30 giugno 2014.
Polemica inutile, dunque, e la storia sarebbe anche finita così, ma la «H Ventiquattro» non si arrende al diniego e replica al consigliere comunale Settimo Nizzi. «Innanzitutto – dice Tiziana Idini, amministratore unico per la Sardegna – è bene precisare che anche i negozi automatici e i chioschi sono assoggettati alla stessa fiscalità amministrativa e contributiva di bar e ristoranti della zona, pertanto non fanno concorrenza sleale. A parte questo, è singolare sostenere che tali iniziative squalificherebbero una delle aree più importanti della città. Crediamo che il consigliere comunale Nizzi non abbia visto il progetto che si ha intenzione di realizzare oppure non è a conoscenza di dove tali “brutture” siano collocate». «I chioschi – aggiunge Tiziana Idini – sono la copia esatta di altri distributori sistemati a Venezia, in pieno centro storico; mi chiedo pertanto come è possibile considerare come un’oscenità un progetto che ha trovato il plauso di un’amministrazione comunale attenta al decoro di una delle più belle città d’Italia».
Insomma, Venezia sì e Olbia no. «Da non dimenticare, peraltro – continua l’amministratored ella società titolare del marchio – il ruolo sociale dei chioschi automatici nel momento in cui esercitano un’azione calmieratrice dei prezzi al consumo e danno al possibilità di sorseggiare una bibita o un caffè anche a chi non può permettersi di sedersi a un tavolino, acquistando gli stessi prodotti ma pagandolo anche meno della metà». «Pertanto – conclude Tiziana Idini – crediamo che la società Di Pellegrini, titolare del nostro marchio per tutta la Gallura, abbia agito secondo i principi di legalità e trasparenza per offrire alla città un servizio senza alcun dubbio qualificante e tutt’altro che lesivo dell’immagine di Olbia e dell’intero apparato turistico».(red.ol.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google