Dopo l’approvazione del bilancio scoppia la polemica
CALANGIANUS. Una seduta tranquilla sino alla fine, quella dell’ultimo consiglio comunale di Calangianus. Poi, quando ormai scorrevano i titoli di coda dell’assemblea civica, ecco che è scoppiata una...
CALANGIANUS. Una seduta tranquilla sino alla fine, quella dell’ultimo consiglio comunale di Calangianus. Poi, quando ormai scorrevano i titoli di coda dell’assemblea civica, ecco che è scoppiata una polemica che ha stupito tutti coloro che sedevano sui banchi riservati ai consiglieri e chi era assiepato nello spazio destinato al pubblico. Tutto sembrava filare liscio, tanto che il Consiglio era stato in grado di approvare ben nove punti all’ordine del giorno concernenti varie imposte, le quali prevedono praticamente che non vi sia alcun aumento delle tasse ma allo stesso tempo si salvaguardino i servizi essenziali per i cittadini. Inoltre, si era riusciti a discutere serenamente del programma triennale delle opere pubbliche e a trovare il massimo accordo su altri punti, premessa al bilancio 2014 in esame al punto numero dieci. L’illustrazione dei vari punti era affidata all’assessore al bilancio, Antonino Corda, che ha parlato della difficoltà a fare scelte opportune in un anno in cui dallo Stato non arrivano fondi. Alla fine il bilancio di 7.695.185 euro è stato approvato, con nove voti favorevoli, due astenuti (Scano e Mariotti) e due contrari (Melis e Uda). Scano ha motivato la sua astensione col fatto che a fine settembre «tutto è già stato confezionato, potevo essere consultato»; Melis ha spiegato il suo voto contrario affermando che «con una consultazione preliminare si sarebbe potuto programmare: il mio è anche un voto politico». Loddo a questo punto è intervenuto con toni pacati: «Resto stupito, perché il bilancio è stato fatto dall’intero consiglio, visto che in una precedente seduta avete condiviso l’azzeramento Tasi, che pure ci costerà la penalizzazione a favore dello Stato di 208.000 euro. Abbiamo raggiunto insieme degli obiettivi con interventi nel sociale, si è fatto fronte a gravi problematiche. Ognuno ha fatto il suo dovere e ne sono orgoglioso».
Ivano Bertolucci, delegato alla scuola, rivolto a Melis, ha chiesto ragione del suo voto contrario “politico” manifestando il suo stupore «in quanto questo bilancio porta benefici alle fasce deboli, il suo è un voto politico contrario che non trova una logica, addirittura sembra che a lei dispiaccia che si rechino benefici a chi ha necessità». Ha risposto invece Uda: «Il mio è un voto contrario non politico ma tecnico: le minoranze non sono state coinvolte né mai convocate». È intervenuto Fabio Albieri: «Siete voi a non aver proposto niente, noi abbiamo adottato lo schema di bilancio, ognuno può presentare gli emendamenti, cosa che voi non avete fatto«. Uda ha risposto che presentare emendamenti era inutile «se tutto era già stato speso». Melis invece non è riuscito a ribattere, il sindaco Loddo ha chiuso la seduta fra le sue proteste. (p.z.)
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