La Nuova Sardegna

Olbia

Accademia e Coro, ecco gli unici eredi del nome di Gabriel

di Giuseppe Pulina
Accademia e Coro, ecco gli unici eredi del nome di Gabriel

Lo ha ufficializzato il nipote del musicologo tempiese: «Chi farà strumentalizzazioni, sarà per noi un abusivo»

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Ha offerto una gran messe di contenuti il convegno di studi sulla “tasgia” organizzato dall’Accademia Gavino Gabriel in occasione del suo trentennale. Musicologi, studiosi dei processi culturali e artisti hanno preso parte al convegno moderato da Giuseppe Sotgiu, presidente dell’Accademia che porta il nome del musicologo tempiese che tanto piaceva a Prezzolini, Papini e Gentile e che, grazie anche alla sua longevità (morì, infatti, quasi centenario), segnò in profondità la cultura nazionale nei primi decenni del secondo dopoguerra.

I relatori intervenuti al convegno (Lina Rosa Antona, Giuseppe Spano, Antonio Deiara, Gian Battista Ledda e i curatori dell’Archivio Mario Cervo) hanno tutti sottolineato lo spessore intellettuale dell’uomo e il ruolo che ha avuto nel tentativo, andato a buon fine, di sprovincializzare la cultura sarda. Ai lavori ha preso parte anche Gabriele Gabriel, nipote di Gavino, presente a Tempio a nome dell’intera famiglia. Una presenza che si è rivelata significativa e alla quale Gabriele Gabriel teneva non poco. Il convegno dell’Accademia è stato infatti l’occasione per dichiarare in pubblico quella che è la posizione ufficiale della famiglia di Gavino Gabriel sull’uso del nome e dell’opera del loro congiunto.

«Quando la mia famiglia delegò l’Accademia lo ha fatto in piena fiducia. Fiducia confermata alla stragrande dall’impegno della stessa. Sono perciò qui per ufficializzare un punto fondamentale, e, bando a certe argomentazioni che niente hanno a che fare con la cultura, sono orgoglioso di nominare l’Accademia e il suo coro unico erede deputato all’uso del nome e dell’opera di Gavino Gabriel. Pertanto, chi volesse strumentalizzare o commercializzare il nome sarà considerato da me e dalla mia famiglia un abusivo a tutti gli effetti». Parole nette, pronunciate comunque con grande garbo, che faranno sicuramente riflettere e forse discutere. In un convegno dedicato ad uno dei maggiori didatti italiani del pentagramma non poteva naturalmente mancare la musica. Una parte efficacemente svolta dal Coro Gavino Gabriel che, a suon di note, ha raccontato l’alchimia armonica della tasgia, esibendosi anche con Paolo Angeli al quale è stato consegnato il “Premio Gabriel” annualmente attribuito all’artista sardo che meglio si distingue nel campo della cultura musicale. Sullo studio della tasgia si cimentò anche il musicologo tempiese, compositore e autore di numerosi spartiti ritrovati e custoditi dall’Archivio. Sono addirittura una cinquantina le partiture per musica da camera scritte da Gabriel, alcune delle quali impeccabilmente interpretate dal Quartetto d’Archi esibitosi al convegno. A riprova delle straordinarie qualità di un artista e di un intellettuale la cui progressiva scoperta riserverà ancora molte sorprese. A partire dalla prossima iniziativa dell’Accademia sul rapporto tra Gabriel e D’Annunzio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Amministrative 2026

Elezioni comunali, i più votati a Tempio: Anna Paola Aisoni stacca tutti – Le preferenze

Le nostre iniziative