La Nuova Sardegna

Olbia

Pulizie portuali ridotte in attesa del Tar

di Antonello Palmas

La Cosir perde l’appalto e fa ricorso. I dipendenti: ora lavoriamo solo tre giorni, stipendi insufficienti

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OLBIA. Le prime segnalazioni a fine estate, ora è evidente che nelle aree portuali di Olbia e Golfo Aranci è cambiato qualcosa (in peggio) per quanto riguarda la pulizia. Se prima era difficile trovare un mozzicone per terra nei viali e nelle banchine, adesso la situazione è diversa. È bastato chiedere a Carlo Masala, capo cantiere del servizio di pulizia dei porti per conto della Cosir, per capire il motivo: un contenzioso sulla gara d’appalto sta condizionando la qualità del servizio.

«La Cosir – spiega Masala, che guida una squadra di 5 persone – in questi anni ha pulito tutti i piazzali dei porti: Isola bianca, Molo Brin, Bosazza, porto industriale e Golfo Aranci, tramite l'appalto dell'autorità portuale. Erano classificati il fiore all'occhiello dei porti italiani sul piano della pulizia. Questo sino al 9 settembre, quando è scaduto il contratto triennale. La nuova gara è stata vinta da una ditta di Savona, la Lavajet & global service. Il capitolato prevede il passaggio in blocco del personale (alcuni inservizio da 20 anni), tutti con famiglia, in blocco alla nuova ditta, per cui eravamo tranquilli. La Cosir è arrivata seconda e ha deciso di fare ricorso al Tar ritenendo che ci fossero delle anomalie nella gara. Così in attesa della sentenza, la Port authority ha deciso di dare in affido alla stessa Cosir la copertura momentanea del servizio di pulizia».

Ma Masala spiega che l’affido ha provocato la riduzione dei giorni lavorativi da 6 a 3, fatto che lascia scoperto il porto per 4 giorni. E non più a tempo pieno ma part time, scendendo da 160 ore a 60 ore. E i dipendenti Cosir sono preoccupati: viaggiano da Golfo Aranci. «Vorremmo sollecitare le istituzioni a riconsiderare questa situazione – dicono –. E non solo per i nostri problemi personale, ma anche perchéci dispaice che la pulizia non sia più garantita come prima: è un punto d'onore per noi, non c'è mai stata una segnalazione o una nota negativa in merito. Immaginate la situazione che si crea con posti come il Molo Brin e Bosazza che sono ormai dei grandi parcheggi, con barche che scaricano di tutto, anche per terra, se non possono essere curati come prima».

I dipendenti chiedono che sia garantita la continuità sul lavoro per avere uno stipendio vero. «Siamo sempre stati disponibili per ogni evenienza, anche fuori orario e crediamo di aver dato un servizio eccellente. Anche quando l'area portuale è cresciuta a dismisura e il personale è rimasto lo stesso, ce la siamo sempre cavata. Ora ci ritroviamo ad aver problema per mettere insieme i soldi».

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