La Nuova Sardegna

Olbia

Rimossa la “catena della sanità”, è bufera

di Angelo Mavuli
Rimossa la “catena della sanità”, è bufera

Gli amministratori dell’Alta Gallura condannano duramente il gesto. Luciano e Loddo: è un atto di guerra contro i malati

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TEMPIO. La “Catena della sanità” con la quale otto amministratori dell’alta Gallura,(due sindaci, Giomartino Loddo di Calangianus e Marisa Careddu di Luras, un Assessore, Nicola Luciano e cinque consiglieri comunali di Tempio, Peppino Manconi, Salvatore Sassu, Tonina Manca, Marcello Doneddu e Vanni Bionda, componenti bipartisan della Commissione comunale alla sanità),avevano accolto, incatenati, una settimana fa, al Paolo Dettori, l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru e che successivamente era stata appesa cancellata dell’ospedale, perché chiunque, potesse attaccarci i lucchetti, (simbolo dei disservizi del Dettori e dei Servizi sempre promessi e mai attuati), è stata rimossa.

Il gesto, nel quale non sarebbe coinvolto alcun dipendente dell’Asl, è stato condannato in modo deciso «Con incredulità e rabbia - scrive Niccola Luciano, assessore comunale di Tempio e segretario provinciale del Pdci -, abbiamo constatato che anche nella “democratica” Tempio si tenta di oscurare le voci di dissenso. La rimozione della “Catena della Sanità”, ordinata da precisi e ben individuati elementi - dice ancora Nicola Luciano -, è un atto degno dei peggiori regimi. Un atto nefasto, peraltro presagio immediato del trasferimento dei reparti di Otorinolaringoiatria e di Ortopedia( entrambi fiore all’occhiello del Dettori), all’ospedale civile di Olbia. Per arrivare poi alla chiusura definitiva del nosocomio. A chi ha ordinato la rimozione della catena, che non aveva colori politici - prosegue Nicola Luciano -, ma solo il colore della disperazione di pazienti galluresi e anglonesi che per curarsi, fra qualche mese, dovranno compiere ogni giorno “i famigerati viaggi della speranza”, diciamo che in nessun modo metteranno a tacere le nostre coscienze né tanto meno fiaccheranno la nostra rabbia e la nostra voglia di ribellione». Una condanna per la rimozione della “Catena della Sanita” arriva anche da Giomartino Loddo, ( ideatore del gesto simboloco) sindaco di Calangianus e delegato alla Sanità per l’Unione dei Comuni alta Gallura. Il primo cittadino calangianese, pesantemente contestato per il suo gesto, a Tempio e a Olbia, dal sindaco di Tempio Romeo Frediano, che aveva bollato l’iniziativa come “una buffonata “e “una carnevalata”, dopo avere rassegnato le dimissioni dal suo incarico all’Unione dei comuni, bolla come “atto vandalico e sacrilego” la rimozione.

«Quella catena - dice Loddo -, aveva un alto valore simbolico. L’ordine di rimuoverla è un atto di guerra contro i malati e le fasce più deboli del territorio».

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