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Olbia

Alba: «Tessere online irregolari nel Pd»

Alba: «Tessere online irregolari nel Pd»

Il responsabile della Commissione di garanzia: il solo atto ufficiale è l’annullamento reso noto dal vice segretario nazionale

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OLBIA. «Non ci sono altri documenti ufficiali, oltre la comunicazione del vicesegretario nazionale che annulla il tesseramento online in Sardegna». La convinzione dei responsabili del Pd è granitica. E vorrebbe riportare al sereno il clima interno. Ma le tensioni nel Partito democratico gallurese non sembrano destinate a placarsi. A stare alle dichiarazioni rilasciate alla “Nuova” l’altro ieri da Nardino Degortes, Giuseppe Meloni, Carlo Careddu, l’atmosfera alle porte dei congressi cittadino e provinciale in calendario domenica, sembra surriscaldarsi. Loro considerano regolari i circa duecento tesseramenti online sui quali si è inasprito il confronto con il partito ufficiale, quello che fa riferimento alla sede di via Roma, l’unico circolo riconosciuto nella struttura nazionale e regionale del partito. E sostengono il pieno diritto di partecipare all’assise convocata dalla segreteria cittadina e dal coordinamento provinciale.

A sostegno di questa interpretazione l’assessore e vicesindaco di Olbia Carlo Careddu chiama una «interlocuzione diretta con il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini e i segretario regionale Silvio Lai, i quali mi hanno garantito che tutti gli iscritti online potranno partecipare ai congressi». Ma questa “interlocuzione” contrasta con i documenti ufficiali, l’ultimo dei quali firmato proprio da Lorenzo Guerini l’1 ottobre, nel quale il vicesegretario nazionale conferma e comunica al segretario regionale il verdetto di «annullamento del tesseramento online in Sardegna».

La parola ufficiale sull’argomento la può dire il presidente della Commissione garanzia provinciale. E Giuseppe Maria Alba risponde alla “Nuova”: «Allo stato attuale, a me nella qualità di garante non risultano ulteriori atti assunti successivamente al documento dell’1 ottobre firmato dal vice segretario nazionale». Parole nette, che da sole spiegano la posizione del Pd ufficiale di Olbia: dunque i tesseramenti online non sono validi per accreditare la partecipazione ai congressi, salvo 14, come la “Nuova” ha potuto appurare, su 189. Quei 14 hanno seguito le procedure regolari previste dai regolamenti.

Presidente Alba, come nasce questa decisione?

«A seguito delle tensioni conseguenti alle vicende collegate al tesseramento online del Pd in Sardegna, devo dire che dalle verifiche sull’anagrafe provinciale, la Commissione che si è riunita il 13 settembre ha ritenuto con proprio atto deliberativo di escludere il tesseramento online non ritenendolo valido perché al 26 luglio la campagna tesseramenti 2014, online, appunto, non era stata autorizzata dagli organi di partito nazionale. È stato fatto solo il 28 agosto attraverso una conferenza stampa del Tesoriere nazionale Francesco Bonifazi».

Ma la campagna tesseramenti online del 2014 era nota o no agli organi di partito della Sardegna?

«Le ripeto, non era stata autorizzata dal partito nazionale, né era stata data adeguata pubblicità in sede regionale nei tempi e nei modi previsti dai regolamenti».

La direzione regionale ha però definito i regolamenti per i congressi e per il tesseramento.

«Esatto. Infatti proprio la direzione regionale aveva stabilito, approvando i regolamenti per i congressi, il 26 luglio 2014, che chi aveva diritto al voto attivo e passivo fossero gli iscritti 2013 e quelli 2014 al 26 luglio».

Il Pd nazionale che ha fatto?

«La commissione nazionale per i congressi il 29 settembre ha sostanzialmente confermato quel provvedimento e ha deliberato l’annullamento del regolamento per il tesseramento online del Pd Sardegna. Non solo: come voi avete scritto nei giorni scorsi, ha anche deliberato il conseguente annullamento di tutte le iscrizioni online effettuate in Sardegna, salvo quelle personali dei titolari di carta di credito utilizzata per il pagamento delle tessere, i quali dovranno comunque perfezionare la propria iscrizione con il ritiro della tessera nel circolo territoriale nel quale hanno facoltà di esercitare i propri diritti».

Avete contestato anche altre irregolarità?

«Queste tessere rimandavano comunque a iscrizioni eseguite anche in violazione dello stesso regolamento regionale, che limitava a un massimo di 5 tessere annuali attribuite alla medesima carta di credito e riconducibili al medesimo nucleo familiare. C’è stata palese violazione del regolamento e dello Statuto, fatti salvi i casi che la commissione nazionale ha voluto includere».

È queste sono le ragioni del contrasto nelle modalità di iscrizione che riguardano i duecento casi online.

«C’è di più. La stessa decisione e la stessa nota del vicesegretario rimandava al tesoriere regionale del Pd Sardegna le modalità di restituzione delle somme versate relative alle tessere annullate».

Quello delle tessere è tema antico nei conflitti interni della politica. Il rigore nelle modalità di adesione è più forte ora, in epoca renziana?

«La Commissione garanzia provinciale ha sempre operato nel rispetto del proprio regolamento che certifica e vigila sui dati contenuti nell’anagrafe degli iscritti e nell’albo degli elettori e sul loro uso per prevenire e contrastare ingerenze nell’attività associativa del partito e garantirne l’autonomia politica».

Da oggi a domenica?

«Per quanto mi riguarda come garante, prendo atto che il circolo di Olbia, come mi è stato comunicato con una nota del 3 ottobre, si è reso disponibile al perfezionamento dell’iscrizione online riconosciuta a livello nazionale tenendo aperta la sede tutte le sere dalle 18.30 alle 21». (gpm)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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