As do Mar, per la Regione esempio anti-crisi
Gli assessori Piras e Falchi visitano la fabbrica del tonno. Solo una ipotesi il trasloco della Manzotin
OLBIA. Omaggio della Regione a una eccellenza made in Gallura. Dopo il governatore Pigliaru anche gli assessori all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, e all’Industria, Maria Grazia Piras, visitano la fabbrica dell’As Do Mar. Esempio concreto di come investire sulla qualità sia uno strumento per battere la crisi. A fare gli onori di casa il patron dell’azienda, Vito Gulli. «Questo è uno degli esempi di buona conduzione ed eccellenza per le competenze – ha detto l'assessore Piras –, che dimostra come, anche in un periodo difficile per l'industria, si possa comunque competere sul mercato internazionale puntando su qualità, innovazione e tecnologie». Nelle mani del re del tonno anche i marchi De Rica e Manzotin. Resta in piedi l’ipotesi di spostare in Sardegna la produzione delle carni in scatola, ma non a breve termine. «Ho parlato con Gulli di questa possibilità – commenta l’assessore Falchi –. Non esclude in futuro di portare la produzione qui, ma non si tratta di un progetto a breve termine. Certo potrebbe essere una opportunità, ma il nostro obiettivo non è fare carne in scatola. Dobbiamo potenziare la filiera della carne a prescindere dalla Manzotin. In questi anni di crisi economica il settore agroalimentare non ha subito particolari contraccolpi. Ed è lì che è necessario puntare per creare occupazione e crescita. Dobbiamo fare sistema e lavorare sulle filiere, valorizzando l'unicità del nostro patrimonio ambientale e la qualità dei prodotti isolani. Attraverso disciplinari di produzione e percorsi di tracciabilità. È fondamentale offrire ai consumatori la possibilità di scegliere bene e con sicurezza, favorendo allo stesso tempo la promozione e l'apertura di nuovi mercati». Sulla stessa linea di pensiero la collega Piras. Per lei era la seconda volta all’ As Do Mar. «È stato un incontro di ascolto e conoscenza – ha spiegato –. Un momento importante, ricco di spunti utili per arricchire il progetto di valorizzazione dell’agroindustria, su cui questa giunta intende puntare notevoli energie. A partire dall’allungamento della filiera. Sulle risorse da mettere in campo stiamo studiando una serie di interventi finanziari che favoriscano gli investimenti per le nuove imprese, ma anche per quelle già esistenti che intendono rilanciare e far crescere le proprie attività».Un discorso che non può essere applicato a pieno al settore del tonno. «Noi dobbiamo importare il tonno pescato nell'oceano perché qui non ce n'è – dichiara Gulli –. Ma tutto il tonno viene lavorato a Olbia, dove diamo lavoro a 250 persone». (se.lu.)
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