Cup, file e proteste ad alta tensione
Un solo impiegato (prima erano 4) agli sportelli del centro prenotazioni del Paolo Dettori. Luciano: è una vergogna
TEMPIO. Da giorni l’acronimo Cup che dovrebbe indicare il Centro unico di prenotazione per visite specialistiche al Paolo Dettori, per i pazienti dell’alta Gallura, dell’Anglona e della bassa valle del Coghinas che confluiscono all’ospedale di Tempio, è diventato invece sinonimo di sofferenza. La causa: le lunghe file che i pazienti sono costretti a sopportare da settimane. Dopo il silenzio delle istituzioni di fronte alle lamentele della gente, ieri mattina l’assessore alle attività produttive Nicola Luciano si è recato al “Dettori” dove, ovviamente, è stato accolto dalla gente infuriata. « Quanto si sta verificando in questo Cup - ha dichiarato Nicola Luciano -, è un vero e proprio attacco alla salute pubblica, un disservizio gravissimo che le istituzioni non possono contrabbandare “come cose che capitano” o “come intoppi burocratici che prima o poi si saneranno”». La gente ascolta esausta le parole di solidarietà dell’assessore che non leniscono però la sofferenze di ore di attesa per l’improvviso taglio degli addetti, passati da 4 a 1. «Siamo figli di un dio minore», sbotta Nicola Luciano quando alcuni funzionari, tutti nel più assoluto anonimato per paura di essere licenziati in caso di dichiarazioni alla stampa , spiegano che gli altri addetti tempiesi allo sportello Cup, sono stati trasferiti ad Olbia per sopperire alle carenze di impiegati in quel centro, dopo il mancato rinnovo del contratto per circa trenta precari.
«La dirigenza dell’Asl di Olbia - prosegue Luciano -, considera evidentemente i pazienti dell’alta Gallura cittadini di seconda categoria. Inaccettabile», dice ancora l’assessore, riservandosi di consultarsi con i legali per controllare se nel disservizio possa intravedersi una interruzione di pubblico servizio.
Momenti di altissima tensione si sono vissuti anche quando un’impiegata incolpevole ha appeso su uno sportello vuoto del ticket un avviso su cui si preannuncia che a partire dal giorno 8( cioè da oggi), la macchinetta per la distribuzione dei ticket, accesa già dalle 7,15 (quando all’esterno sono già presenti un centinaio di persone), verrà spenta alle 10,30. Luciano non ha esitazione e sullo stesso cartello, con un pennarello, scrive “Vergogna”. Intanto l’unica impiegata, impossibilitata anche ad alzarsi per le più elementari necessità, continua imperterrita a lavorare. Di fronte a lei, poco dopo le 12, il 51esimo paziente. Poco lontano una donna anziana mostra il tagliando n. 174. Prima di lei, come riporta lo stesso tagliando, vi sono in attesa ben 134 pazienti. L’impiegata che ha cominciato a lavorare alle 7,15, ieri ha finito alle 16,30. Fra poche ore la fila dei “dannati” davanti all’ingresso del Dettori comincerà nuovamente a formarsi per un altro girone infernale.
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