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Olbia

Incidente alla Subersarda, pena ridotta

di Sebastiano Depperu
Incidente alla Subersarda, pena ridotta

La sentenza della corte d’appello di Sassari: condannato a tre mesi per lesioni gravi l’industriale tempiese Antonello Ganau

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TEMPIO. La corte d’appello di Sassari ha parzialmente riformato, ieri mattina, la sentenza di primo grado decisa dal tribunale di Tempio per le lesioni subìte da Giovanni Biosa, un operaio della Subersarda che perse una gamba all’interno di un silos nel marzo del 2009. Al titolare dell’azienda di trasformazione del sughero, l’industriale tempiese Antonello Ganau (difeso dagli avvocati Gerolamo Orecchioni e Franco Luigi Satta), i giudici di Sassari hanno ridotto la pena inflittagli in primo grado dal tribunale di Tempio, che è passata da 1 anno e 4 mesi a tre mesi di reclusione, sospesi condizionalmente.

Confermata, invece, la provvisionale dovuta come risarcimento danni a favore di Giovanni Biosa, la vittima dell’infortunio sul lavoro, e delle parti civili – la moglie e tre figli dell’infortunato – che si sono costituite nel procedimento penale con gli avvocati Antonio Meloni e Vittorio Perria. I giudici d’appello hanno ha riconosciuto loro i 50 mila euro a testa, per un totale di 250 mila euro, così come era stato stabilito dal giudice del tribunale di Tempio, Marco Contu. L’imprenditore tempiese è stato condannato per la mancanza di sicurezza nel proprio impianto, la Subersarda, una società di trasformazione regionale successivamente privatizzata. Giovanni Biosa rimase vittima di un gravissimo infortunio sul lavoro mentre, con altri colleghi, tentava di liberare un silos di stoccaggio delle polveri di sughero da un "tappo" che si era formato all'interno del contenitore.

Per effettuare questa operazione l'operaio si era infilato al’interno del silos e, con una spranga di ferro, aveva tentato di liberare i tornelli dall'impasto di polvere.

Il macchinario, che non era stato messo in sicurezza, si era improvvisamente rimesso in moto e il manutentore rimase stritolato contro il fondo.

Per liberarlo e salvargli la vita i vigili del fuoco del distaccamento di Tempio dovettero intervenire con le mole smeriglio per tagliare la sbarra d’acciaio che teneva imprigionato l'operaio, - un ex giocatore di calcio notissimo in città - all’interno del silos, con il rischio che le polveri di sughero seppellissero ferito e soccorritori. L’operaio venne salvato in extremis ma perse una gamba. Dopo diverse operazioni e una lunghissima degenza, Giovanni Biosa venne dimesso e da allora è costretto a vivere su una sedia a rotelle. (re.te.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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