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Olbia

Brucia 400 chili di rame, bosniaca arrestata

Brucia 400 chili di rame, bosniaca arrestata

Segnalazioni di fumi tossici a Colcò, i carabinieri si appostano e scoprono la donna in flagrante

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OLBIA. È stata sorpresa mentre bruciato durante la notte circa 400 chili di tubi di gomma e rame rendendo l'aria irrespirabile vicino al campo nomadi di Colcò, alla periferia di Olbia, e nei quartieri vicini. I carabinieri del reparto territoriale di Olbia hanno così arrestato una trentenne bosniaca con l'accusa di combustione illecita di rifiuti speciali. Per diversi giorni erano giungevano ai carabinieri della stazione di Olbia Poltu Cuadu numerose segnalazioni da parte di cittadini che avevano notato, in orario notturno, nelle vicinanze del campo nomadi, incendi di non meglio precisate sostanze, che sprigionavano del fumo tossico ed acre nei quartieri adiacenti e nelle case sparse della zona.

I militari hanno pertanto predisposto uno specifico servizio di osservazione e controllo, grazie al quale, verso la mezzanotte di avantieri, è stata sorpresa la donna di origine bosniaca, S.B., residente a Olbia, mentre dava fuoco a poco meno di mezza tonnellata di rame in una zona adiacente al campo nomadi: l’operazione consisteva nell’incendiare i tubi per ripulirli della guaina di gomma, la cui combustione sprigionava nell’atmosfera sostanze pericolose per la salute. La donna è stata fermata in flagranza di reato e dopo le formalità di rito è stata accompagnata nella sua abitazione in stato di arresti domiciliari, così come disposto dall’autorità giudiziaria di Tempio.

Non è la prima volta che a Olbia si ripresenta il problema dei roghi utilizzati per ricavare rame (che ha una buona resa sul mercato clandestino) da cavi e ogni genere di rottame, attività praticata spesso dove ci sono campi nomadi ma severamente vietata dalla legge.

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