La Nuova Sardegna

Olbia

Esproprio all’ex Palmera la Trissolbia all’attacco

di Enrico Gaviano
Esproprio all’ex Palmera la Trissolbia all’attacco

L’ad Marzia Palau: «Il Tar non ha ancora deciso se dare via libera al Cipnes e intanto soltanto noi abbiamo presentato un progetto per i maxi yacht»

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OLBIA. Battaglia aperta fra Cipnes e Trissolbia sui terreni di S’Arrasolu. Il 10 dicembre il Tar si pronuncerà definitivamente sul ricorso fatto dai titolari dell’ex Palmera, contro l’esproprio decretato dal Consorzio industriale che vuole ospitare il progetto portato avanti dalla SNO di una clinica per maxy yacht. La storia ha vissuto già due ulteriori capitoli dopo il decreto di esproprio e l’opposizione al Tar fatta dalla Trissolbia. Prima il Tar, con giudizio monocratico, ha sospeso in via cautelare il provvedimento. Poi il 2 ottobre, il collegio del Tar ha deciso di non sospendere il provvedimento, rimandando all’udienza di merito del 10 dicembre la decisione definitiva. L’ultima ordinanza è stata ovviamente accolta con soddisfazione dal Cipnes e dalla SNO, al fianco del quale si è schierato anche il commissario della provincia Giovanni Carta, con l’ente che si è costituito in giudizio. «La decisione del Tar – rivelano fonti dell’ente di Cala Saccaia – è una conferma della bontà della scelta fatta».

Ma, su questo piano, la Trissolbia non è assolutamente d’accordo. In una lettera, la stessa Marzia Palau, amministratrice delegata della società, sostiene che ci sono buone premesse per un giudizio favorevole alla Trissolbia. «Il Tar non ha dato via libera all’esproprio – scrive la Palau – visto che la decisione inerente il via libera o meno avverrà solo con la sentenza del 10 dicembre, in quella udienza in cui si deciderà della legittimità o illegittimità del trasferimento coattivo delle aree».

La Palau ricorda anche che «nel corso dell’udienza dinanzi al Tar, il difensore del Cipnes ha dichiarato che il Consorzio non darà esecuzione al provvedimento prima della decisione di merito del Tar».

Quindi Marzia Palau sottolinea i passaggi relativi ai progetti di refitting per maxi yacht. «Allo stato – ricorda – c’è un unico ambizioso progetto relativo alla costruzione di una piattaforma per refitting per maxi yacht, anche fino a 200 metri, ed è quello presentato dalla Trissolbia presso il Suap del comune di Olbia, per l’esame preliminare della conferenza di servizi e che prevede investimenti per 80 milioni. Non risulta, invece, che la Regione abbia accordato finanziamenti al gruppo SNO per la realizzazione del progetto simile. Una circostanza confermata anche dalla Regione Sardegna stessa e prodotta in giudizio».

La società respinge anche la tesi che l’area di proprietà della Trissolbia sia inutilizzata da oltre cinque anni. «L’area è stata utilizzata per la produzione di conserve ittiche fino all’aprile 2010 e successivamente – scrive ancora Marzia Palau – la Trissolbia l’ha utilizzata a servizio dello sfruttamento del pontile, mentre portava a definizione il progetto presentato al Suap di Olbia».

Ultima segnalazione quella relativa alle mosse del commissario straordinario della provincia. «La Provincia è intervenuta in giudizio – sottolinea la Palau – ribadendo che gli atti di annullamento della nomina di due membri del cda del Cipnes, fra cui il presidente, sono datati 5 settembre 2014 e che tale annullamento ha efficacia retroattiva. Il Cipnes a sua volta è intervenuto in giudizio il 6 settembre rilasciando una procura a firma del presidente Settimo Nizzi. Procura dunque conferita dopo l’annullamento della sua nomina».

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