Il paradiso a Capo Figari: nel futuro c’è il piano Sic
Dopo l’incendio del 2013 è stato aggiornato il programma di gestione dell’area Il caso della storica stazione radio di Guglielmo Marconi, abbandonata al degrado
GOLFO ARANCI. Sirenette, babbi Natale, musei sottomarini. In questi anni a Golfo Aranci non sono mancate le attrazioni per richiamare visitatori. Eventi piccoli e grandi che hanno trasformato il villaggio di pescatori in una località balneare. Il vero tesoro di Golfo Aranci, però, con buona pace di Santa Claus e degli abitanti fantastici dei fondali marini, è l’ambiente che lo circonda. Un parco naturale che dal centro abitato si estende a terra su tutto Capo Figari, arrivando fino all’isola di Figarolo. Un paradiso della natura, violato nel 2013 da un terribile incendio che ha bruciato 197 ettari di vegetazione, che finora, però, non è ancora stato valorizzato appieno.
La nuova scommessa di Golfo Aranci è dunque quella di trasformare il museo naturalistico a cielo aperto, abitato a terra dai mufloni e in mare dai delfini, nel suo principale biglietto da visita. In questi giorni il gruppo di lavoro guidato dall’ingegnere Roberto Cossu ha terminato l’aggiornamento del piano di gestione del Sic – sito di interesse comunitario – di Capo Figari e isola di Figarolo, che si pone proprio l’obiettivo di favorire una più incisiva e razionale gestione delle risorse ambientali. Un lavoro di oltre 200 pagine in cui è stato delineato il futuro del paradiso che circonda Golfo Aranci. Un eden che, come è già stato detto, nel 2013 è stato oltraggiato dal fuoco. Ed è da lì, da quel terribile pomeriggio di fine giugno, che bisogna ripartire.
«Il nostro primo lavoro è stato capire cosa è andato perso – spiega Cossu –. Capo Figari ha un terreno molto delicato, calcareo e le radici sono molto superficiali. Purtroppo il fuoco ha distrutto completamente le piante, poi pioggia, vento e salsedine hanno fatto il resto, facendo disperdere in mare tutte le sostanze nutritive. Oggi noi dobbiamo provare a ripristinare ciò che è andato perduto. Sarà molto difficile, anche perché in 24 ore è stato cancellato ciò che era stato creato in 100 anni. Questo, però, non ci impedisce di tentare». Tra le possibili strategie di intervento il ripristino con materiale vegetale simile proveniente da zone limitrofe o con la clonazione in laboratorio delle piante, estraendo il dna dalle poche rimaste vive. «Un’operazione senza precedenti nel Mediterraneo». In concomitanza con il rimboschimento di Capo Figari, il piano di gestione del Sic prevede poi una valorizzazione anche degli edifici presenti sul promontorio. A partire dalla storica stazione da cui Guglielmo Marconi nel 1932 inviò i segnali in microonde con Rocca di Papa, oggi in stato di degrado e abbandono. Tra le altre strutture presenti sul promontorio la batteria militare, le case rosse, la fornace per la calce, il cimitero inglese, più un piccolo caseggiato sull’isola di Figarolo. «Oggi recuperare questi edifici significa innanzitutto metterli in sicurezza, anche perché i ruderi con il passare del tempo sono stati colonizzati da flora e fauna – continua Cossu - . Molti di questi sono di proprietà privata, ma noi puntiamo a fare sì che passino, anche se il solo diritto di superficie, all’ente gestore del Sic. Se si riesce a portare a termine questo lavoro Golfo Aranci avrà al suo interno un parco urbano con caratteristiche storiche e naturali senza eguali».
Tra gli altri interventi la razionalizzazione dei percorsi, la riduzione delle aree di sosta per le auto e il recupero dei pontili. Un programma ambizioso che, però, per essere realizzato necessita di fondi. “Per noi si tratta di una grande opportunità – ammette il sindaco Giuseppe Fasolino -. Avere un parco quasi dentro il paese, che arriva a ridosso delle case, sarebbe un’alternativa vera al turismo balneare. Da solo il Comune non ce la può fare. Per questo motivo, insieme all’opposizione, studieremo quello che potrà essere l’ente gestore. Noi ci auguriamo che a formarlo insieme al Comune sia la Regione. Il piano così come è stato redatto mi sembra più che valido. Abbiamo lasciato altri 15 giorni di tempo per eventuali osservazioni, ma a brevissimo arriverà l’ok del consiglio comunale».
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