La Nuova Sardegna

Olbia

Se impari l’italiano l’integrazione è facile via ai corsi del Labint

di Dario Budroni

Partono a fine mese al liceo Mossa le lezioni per gli stranieri Il presidente Cisse: rispettiamo la cultura di un’Italia ospitale

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OLBIA. La scuola dell’integrazione. Per costruire un futuro nuovo, in un paese lontano da quello in cui si è cresciuti, si comincia innanzitutto dalla lingua. Così mercoledì sera in tanti si sono presentati all’inaugurazione del nuovo anno scolastico del Labint, il laboratorio interculturale. Nordafricani, asiatici ed esteuropei. Uomini e donne, giovani e non, uniti dalla voglia e dalla necessità di imparare l’italiano. Il Labint fondato da Tonino Cau ha infatti organizzato il 19° corso per stranieri, che comincerà a breve nelle aule del liceo scientifico Mossa. I docenti saranno volontari spinti dai valori dell’integrazione e del multiculturalismo.

Il presidente del Labint, Aly Cisse, senegalese ma olbiese d’adozione, alla presentazione dei corsi è apparso più severo di un insegnante di professione. «Qui si viene per studiare. Portate penna e quaderno. Voglio i telefonini spenti e non voglio vedere nessuno che chatta su Facebook – ha detto Cisse alla platea di neostudenti –. Imparare la lingua italiana è fondamentale. Tutti insieme dobbiamo lavorare per una piena integrazione tra culture. Gli italiani sono molto ospitali, noi dobbiamo ricambiare comportandoci in modo adeguato. Rispettano la nostra cultura e noi dobbiamo fare altrettanto con loro». Decine gli stranieri impegnati da fine ottobre a maggio, per 4 ore settimanali. «La vostra presenza per noi è preziosissima – ha detto il preside dello scientifico, Gigi Antolini –perché ci permette di riflettere su diverse tematiche». Durante la presentazione si è fatto cenno anche alle guerre in Medioriente e Cisse ha annunciato una manifestazione contro il terrore dell’Isis in Iraq e Siria. «Dobbiamo costruire un mondo di pace – ha detto –. La maggioranza di noi, qui, è musulmana. E dobbiamo far capire che chi uccide non è un vero musulmano, che ci dissociamo». Infine il medico Francesca Ena ha illustrato il funzionamento del sistema sanitario italiano e ha ricordato che si tratta di un sistema aperto a tutti, regolari e irregolari.

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