La Nuova Sardegna

Olbia

Sequestrato un ponte abusivo sul rio Toltu

di Giampiero Cocco
Sequestrato un ponte abusivo sul rio Toltu

La struttura in cemento armato, lunga 58 metri, è stata realizzata nelle campagne di Casagliana

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OLBIA. Un ponte in cemento armato con una campata lunga cinquantotto metri, largo cinque e due rampe d’accesso di oltre otto metri è stato messo sotto sequestro, ieri mattina, dagli uomini del corpo forestale e di vigilanza ambientale. Il fatto, incredibile ma vero, e che la costosa struttura è stata realizzata del tutto abusivamente (non si sa bene da chi, al momento), per poter agevolmente attraversare il rio Toltu, nelle campagne di Casagliana, a una decina di chilometri da Olbia. Il rigagnolo che scorre dalle alture di Arzachena verso la piana di Casagliana è uno dei uno degli affuenti di Rio San Giovanni, il corso d’acqua che tracimò, con conseguenze tragiche, il 18 novembre del 2013, durante l’alluvione causata dal passaggio del ciclone Cleopatra.

A scoprire il manufatto, realizzato con decine di colate di cemento armato e al centro tre tubi da mezzo metro di diametro per consentire lo smaltimento dell’acqua (calcoli sbagliati, tanto che lo scorrere del semplice rigagnolo ha drenato il terreno sotto il ponte abusivo, che rischia di collassare ad ogni pasaggio di mezzi) sono stati i ranger del corpo forestale che, su disposizione dell’ispettorato di Tempio, stanno monitorando dallo scorso mese di dicembre tutti i corsi d’acqua e le stradine di penetrazione agraria della Gallura. Il ponte, stando ai primi accertamenti, sarebbe stato realizzato nel marzo scorso, dopo che la devastante piena provocata dalle precipitazioni dovute al ciclone Cleopatra aveva lasciato una profonda voragine sul letto del rigagnolo, che sino aalla alluvione risultava facilmente guadabile. Qualcuno (gli agenti della forestale hanno già avviato un’indagine per identificare il “costruttore”) ha pensato bene di realizzare il ponte non badando a spese, con una lunga colata di cemento armato che sarà sicuramente costato una cifra. Le verifiche effettuate dagli uomini della stazione forestale di Olbia hanno anche accertato che l’amministrazione comunale olbiese, tantomeno gli uffici tecnici della provincia di Olbia Tempio hanno mai autorizzato tale manufatto. Una struttura che è stata immediatamente messa sotto sequestro preventivo da parte degli uomini del corpo forestale che, dopo aver fotografato l’intero manufatto, hanno inviato un rapporto informativo alla procura della Repubblcia di Tempio nel quale si ipotizzano diversi reati, tra i quali l’abuso edilizio e l’ostruzione di un corso d’acqua censito dalla Regione Sarda. Al momento il fascicolo per atti relativo è stato aperto contro ignoti, ma alcuni nomi saranno presto iscritti sul registro degli indagati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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