La rivoluzione a Tilibbas: pontili abusivi smantellati
Il lungomare di via dei Lidi ha ora un volto nuovo grazie alle strutture rinnovate Giovannelli e Martello soddisfatti. Si pensa a un intervento simile a Mogadiscio
OLBIA. Le ultime carcasse di barche affondate sono trascinate via dai mezzi meccanici. I pontili di legno marcio che deturpavano l’insenatura scompaiono sotto i colpi del piccone. La storica rivoluzione di Tilibbas ha toccato il suo apice ieri mattina, quando squadre di volenterosi cittadini hanno smantellato gli ultimi pontili abusivi che da 50 anni sfiguravano il volto di via dei Lidi. Il tutto davanti allo sguardo dell’ideologo di questa rivoluzione, il commissario dell’Autorità portuale Nunzio Martello, e del sindaco Gianni Giovannelli, anche lui uno dei promotori. Qualche mese fa, infatti, per cancellare incuria e degrado dalla bella insenatura, Martello ha permesso ai residenti del quartiere di costituirsi in una cooperativa, la «Marina di Tilibbas», di bonificare l’area e di installare quattro pontili galleggianti, nuovi e legali. Una sinergia tra istituzioni e cittadini che potrebbe contagiare altre zone della città.
La Marina. La coop, presieduta da Antonio Biddau, ha quindi fatto sparire anche l’ultimo dei pontili abusivi. Nelle scorse settimane ne ha invece installato quattro con passerella fissa e pettine galleggiante, per una lunghezza di 39 metri. «Stiamo anche bonificando tutta l’area. Dall’acqua sono spuntati vecchie barche, gommoni affondati, teloni – spiega Antonio Biddau -. Tanti cittadini stanno lavorando per il cambiamento». La coop si occuperà di gestire le nuove strutture, che ospiteranno tutte quelle barche (un centinaio), di pescatori in primis, che da sempre affollano Porto Romano. Si pagano iscrizione e quota annuale per i costi di gestione. La coop organizzerà pure eventi sportivi.
Un futuro verde. Il commissario Nunzio Martello e il sindaco Gianni Giovannelli ieri hanno visitato i lavori. «È una giornata importante. Cittadini e istituzioni si incontrano per il bene del territorio – commenta Martello -. Ora penseremo a riqualificare la sponda». Sulla stessa linea il sindaco. «Condividiamo pienamente lo scopo sociale – dice Giovannelli -. Abbiamo eliminato ogni lungaggine burocratica. Una zona da sempre trascurata viene così valorizzata. Lavoreremo anche per creare una sorta di area verde, uno spazio di aggregazione fruibile da tutti».
Speranza Mogadiscio. Il sindaco lancia una proposta. «Speriamo che questo sia un esempio per altre zone della città – si augura Gianni Giovannelli -. Penso innanzitutto al tratto di mare su cui si affacciano le palazzine di via Tasso». Dunque il tratto che dal ponte di ferro arriva fino a Mogadiscio. Una zona molto simile a quella di via dei Lidi, da sempre interessata da incuria e degrado, che potrebbe risorgere grazie alla formula che unisce istituzioni e cittadini di buona volontà.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
