Gramsci, alunni in rivolta: «Situazione insostenibile»
Il rappresentante degli studenti nella consulta provinciale illustra la situazione: «Poche aule, siamo costretti a far lezione nei laboratori. La palestra cade a pezzi»
OLBIA. La palestra ha le mura ammuffite e il pavimento ricoperto di pezzi di intonaco. E le aule sono talmente poche che adesso si fa lezione dentro piccoli e angusti laboratori. Il liceo classico linguistico Antonio Gramsci è ormai un posto strettissimo. Gli alunni aumentano e gli spazi rimangono sempre gli stessi: pochi e in alcuni casi pure inagibili. Una situazione da libro nero del sistema scolastico che manda su tutte le furie chiunque. Pure i ragazzi. A lanciare l’allarme, infatti, adesso è Carlo Ciocca, rappresentante degli studenti alla consulta provinciale: «La situazione sta diventando insostenibile». Un contesto sicuramente aggravato da tutte quelle incertezze che avvolgono la Provincia, ente semiscomparso ma che ha in mano la gestione delle scuole superiori.
La palestra. Quando hanno lezione di educazione fisica, gli studenti del Gramsci sono costretti ad arrivare fino al parco Fausto Noce. Qualche volta, invece, si allenano addirittura dentro l’aula magna. Il motivo è semplice: la palestra è inagibile da almeno due anni. «Tante volte abbiamo sollecitato la Provincia, anche quando c’era ancora una giunta. E stiamo continuando a farlo. Ma il tempo passa e noi siamo sempre in questa situazione» spiega Carlo Ciocca. Tra lungaggini burocratiche e lavori promessi e mai portati a termine, dunque, i ragazzi del liceo classico linguistico si ritrovano senza una palestra. Un anno fa, comunque, poco prima dell’alluvione, è stato impermeabilizzato il tetto. Un intervento che non è bastato a risolvere la situazione, visto che la struttura ha ancora bisogno di importanti lavori di miglioria. «La muffa è dappertutto e il pavimento non può essere utilizzato. La nostra palestra è ancora inagibile» spiega il rappresentante degli studenti.
Senza aule. Poi c’è la questione aule. Troppo poche. Quelle presenti non riescono a contenere il numero degli alunni, che ormai sfiorano quota 800. Così la dirigenza è stata obbligata a individuare nuovi spazi. «Tre classi, tra cui la mia, adesso fanno lezione in laboratorio. Cioè dentro spazi piccoli e inadeguati, visto che sono stati pensati per altre finalità – spiega Carlo Ciocca -. La nostra classe è formata da venti ragazzi. Per come siamo disposti non riusciamo neanche a guardare in faccia il professore». Anche in questo caso si attendono risposte dalla Provincia. Da tempo si parla della costruzione di tre aule nuove di zecca, ma all'orizzonte non si intravede nessuna svolta. «Quest’anno il numero di noi studenti è aumentato e il prossimo anno sarà la stessa cosa – conclude Carlo Ciocca -. E dove metteranno i ragazzi? Senza un immediato intervento bisognerà appoggiarsi ad altre scuole». (dar. bud)
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