L’Arpas: non esiste il pericolo radiazioni
Calangianus, eseguiti i primi rilevamenti dopo i numerosi casi di tumore. La prossima indagine riguarderà l’amianto
CALANGIANUS. Non si può parlare di inquinamento elettromagnetico a Calangianus. E’ quanto stabilito dall’Arpas (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Sardegna). Venerdì mattina, infatti, i tecnici dell’agenzia regionale hanno eseguito dei sopralluoghi in tutto il paese, con appositi strumenti che non hanno rilevato nulla di anomalo, almeno per quanto riguarda l’elettromagnetismo presente a Calangianus. Ed è un primo respiro di sollievo per Calangianus.
Mesi fa, dal Comune, era stata inviata la richiesta all’Arpas di controlli sul territorio calangianese visto l’elevato numero di casi di tumore registratisi in paese, soprattutto nel rione del campo sportivo. «Siamo sollevati dal fatto che i rilievi abbiano documentato che le onde elettromagnetiche, in tutto il paese, siano nella norma. Nessuna zona ha rilevazioni fuori dai parametri di legge - ha commentato Fabio Albieri, vicesindaco e assessore alla Salute che aveva inviato, a febbraio, la lettera all’Arpas -; ringraziamo l’agenzia Arpas per la rassicurazione. Adesso faremo eseguire altri tipi di rilevamenti per cercare se c’è qualcosa legata a fattori ambientali, che fa scattare queste patologie tumorali che hanno colpito tante persone e, soprattutto tanti giovani, in un arco cronologico abbastanza ristretto». Il dito quindi si punta verso l’amianto che è presente in paese in alcune zone in pieno centro abitato. Di quest’ultimo, se ne è parlato tempo fa anche in consiglio comunale, su segnalazione dei consiglieri Stefano Scano e Fabio Mariotti che avevano denunciato l'alta presenza di amianto nel tessuto urbano. Per questo ci sarà bisogno di altri tipi di rilevamenti. «Andiamo avanti con tutti i nostri mezzi possibili e che abbiamo a disposizione - chiude Fabio Albieri -: lo dobbiamo ai nostri concittadini. Dobbiamo capire se ci sono legami tra le patologie e se c’è qualcosa che non va in paese. Vogliamo solo capire senza, però, creare nessun tipo di allarmismo. E’ giusto che sappiamo come stanno le cose. Adesso, attendiamo, dunque, che l’agenzia regionale dell’Arpas e i suoi esperti ci diano una mano in questo, effettuando altri rilevamenti di altro genere: magari, per calcolare la presenza di polveri sottili nell’aria o tanto altro che sia pericoloso per la salute delle persone. La collaborazione è appena iniziata».
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