Il “popolo dei lucchetti” vuole sbloccare la sanità
Oggi nuova protesta al “Dettori” contro il paventato smantellamento dei servizi Presenti anche esponenti politici del territorio, ma vietate le bandiere di partito
TEMPIO. C’è grande attesa in città per la protesta contro le carenze della sanità in alta Gallura, organizzata per le 10 di questa mattina, di fronte all’ingresso del Paolo Dettori, dal cosiddetto “Popolo dei lucchetti”. Si tratta di un movimento spontaneo, formatosi all’indomani dell’estemporanea quanto rapidissima visita al nosocomio tempiese (già in odore di soppressione totale) da parte di Luigi Benedetto Arru, assessore regionale alla sanità. In quell’occasione, due sindaci, Gio Martino Loddo di Calangianus e Marisa Careddu di Luras, un assessore di Tempio (Nicola Luciano) e cinque consiglieri comunali dello stesso capoluogo (Peppino Manconi, Salvatore Sassu, Tonina Manca, Marcello Doneddu e Vanni Bionda), questi ultimi, componenti bipartisan della commissione comunale alla sanità, accolsero incatenati l’ospite.
Intendevano protestare, «civilmente ma in modo eclatante – dichiararono allora –, contro l’abbandono in cui la direzione aziendale della Asl di Olbia ha sempre lasciato l’ospedale “Paolo Dettori” e per le promesse decennali (mai mantenute dai diversi assessori regionali succedutisi) di istituire, primi fra tutti, il servizio di cardiologia ed il servizio di terapia intensiva». A simboleggiare i servizi carenti, quelli mai istituiti e quelli in procinto di essere trasferiti a Olbia, come ad esempio i reparti di otorinolaringoiatria e di ortopedia (entrambi fiore all’occhiello del “Dettori”), gli “incatenati” avevano attaccato una serie di lucchetti, le cui chiavi erano state consegnate all’assessore Arru con l’invito ad aprirli, istituendo finalmente i servizi. Sulla catena lasciata appesa all’inferriata dell’ospedale (fatta misteriosamente sparire da qualcuno e sostituita immediatamente con un'altra), ai lucchetti già presenti si erano aggiunti, attaccati spontaneamente dai cittadini, un gran numero di altri lucchetti. A significare che la rabbia di quei sindaci e di quei consiglieri che protestavano incatenati, era anche la rabbia della gente e la disperazione di malati costretti a fare file di giorni per prenotare una visita o costretti ad attese di mesi per essere visitati e curati.
Oggi, alle 10, di fronte al “Dettori”, quello che è stato battezzato come “Popolo dei lucchetti” urlerà la sua rabbia e la sua preoccupazione. Assieme a loro anche sindaci del territorio e consiglieri comunali. Durante la manifestazione, avvertono gli organizzatori, non saranno ammesse sigle o bandiere di partito. Circolerà invece fra la gente un recente comunicato stampa dell’assessore Arru che dichiara che «gli attuali direttori generali dell’Asl hanno dilapidato le risorse pubbliche, senza nessun incremento dei servizi socio-sanitari alla popolazione».
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