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Operatori dell’alimentare, inutili complicazioni col Suap

TEMPIO. Doveva essere una soluzione e invece rischia di trasformarsi in una complicazione. Parliamo del Suap (Servizio unico attività produttive), lo sportello di cui si è dotato ogni Comune per...

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TEMPIO. Doveva essere una soluzione e invece rischia di trasformarsi in una complicazione. Parliamo del Suap (Servizio unico attività produttive), lo sportello di cui si è dotato ogni Comune per ricevere e gestire le pratiche relative all’apertura di nuove attività. Un servizio che, come lascia intendere la stessa parola, sarebbe dovuto “servire” per rendere più facile la vita al cittadino. Ma le cose non starebbero proprio così, almeno per Giampiero Cannas, segretario federale di Rifondazione Comunista, che nei mesi scorsi aveva proposto al consigliere regionale della Sinistra sarda, Alessandro Unali, la modifica di un punto della legge regionale che regola la materia. Ragioni di “clientelismo “politico” avrebbero, secondo Cannas, portato alla soluzione del Suap, che, in contrasto con i regolamenti comunitari, obbliga gli operatori del settore alimentari a rivolgersi ad un organismo diverso dalle autorità competenti, complicando le pratiche e facendo lievitare i costi dell’operazione. «Tutto questo perché – dice Cannas – semplici operazioni, che prima si svolgevano in 5 minuti e a costo zero, ora costano tanto e obbligano a rivolgersi a un professionista per compilare gli incartamenti richiesti da inviare al Suap esclusivamente on line, con posta certificata e firma digitale. Mettendo in crisi quanti non hanno mai avuto altro a che fare che con i loro ferri del mestiere». Ecco uno degli effetti indesiderati della smaterializzazione degli atti amministrativi, che anziché semplificare, complica la vita. In tutto ciò Cannas vede un atto vessatorio e discriminante: «I pastori, gli agricoltori, gli operai, gli artigiani, insomma quanti sudano e faticano tutti i giorni, col caldo, col freddo, sotto la pioggia e col vento, lavorano onestamente per mantenere le famiglie e una società che si accanisce contro di loro per estorcergli ogni più piccolo guadagno e per impedire che svolgano al meglio il loro mestiere. Senza tutte queste complicazioni avrebbero l’opportunità di produrre più ricchezza, consentendo di uscire da questa infinita crisi». Per Cannas, basterebbe la semplice correzione di una norma. Un piccolo atto che produrrebbe benefici positivi per tutti. (g.pu.)

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