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Albieri: unità nel Pd saltata? Sì, ma non per colpa nostra

Albieri: unità nel Pd saltata? Sì, ma non per colpa nostra

CALANGIANUS. Domenica dalle 14 alle 20 nell’auditorium comunale si è celebrato il congresso cittadino del Pd, come stabilito dalla commissione provinciale per il congresso presieduta da Domenico...

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CALANGIANUS. Domenica dalle 14 alle 20 nell’auditorium comunale si è celebrato il congresso cittadino del Pd, come stabilito dalla commissione provinciale per il congresso presieduta da Domenico Piccinnu. Lo scopo era quello, dopo aver annullato i due congressi del Pd targati uno Albieri e l’altro Melis, di unificare i due circoli. Il congresso di domenica si fa forte dall’aver raggiunto il 50% + 1 poiché su 221 tesserati (96 di Albieri e 115 di Melis) si sono presentati 111 elettori che hanno votato Michele Lissia, segretario cittadino e Tommaso Visicale come segretario provinciale. Del circolo che votò segretaria Simonetta Melis, si sono presentati solo 16 iscritti che però hanno votato i candidati che il gruppo Albieri appoggiava. Di questi 16 si sono registrati, con attenzione, firma e dati anagrafici.

Per Albieri questo ultimo congresso è più che valido. «Siamo stati legittimati dalla convocazione indetta dalla commissione provinciale per il congresso - dice - e tutto si è svolto davanti al garante del partito nella persona del tempiese Antonio Masu. Crediamo che sia un dato importante. Ora gli 11 delegati che spettano a Calangianus per votare al congresso provinciale spettano a noi. Devo aggiungere - continua Albieri - che da parte nostra ci sono stati tentativi di dialogo, ma ci è stato rifiutato perché l’obiettivo è quello di estromettere la parte che rappresento, cioè 96 tesserati. Noi siamo per un Pd che comprenda tutti. Si è persa una grande occasione: quella di presentarsi al congresso indetto a Calangianus da una commissione provinciale e, numeri alla mano, non c’era certo per noi la sicurezza di una vittoria. A chi ha rifiutato di partecipare alle votazioni, dicendo che un congresso cittadino era già avvenuto, rispondo che è inammissibile che si indichi un congresso locale mentre pendeva un ricorso di altri iscritti al Pd presso la commissione regionale di garanzia e non si sia atteso il risultato, poi favorevole per noi. Legittimate le nostre tessere, c’è stata offerta la possibilità di questo congresso unitario. Ciò non è avvenuto e restiamo sconcertati. Non si vuole risanare una frattura che un po’ tutti abbiamo contribuito a creare». (p.z.)

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