Primarie, lavoro e articolo 18: l’analisi di Pippo Civati
TEMPIO. Job’s act, articolo 18, primarie, sarde e non solo, welfare e altro ancora, sono stati tanti i temi presi in esame nell’incontro-dibattito organizzato dal gruppo consiliare di Tempio...
TEMPIO. Job’s act, articolo 18, primarie, sarde e non solo, welfare e altro ancora, sono stati tanti i temi presi in esame nell’incontro-dibattito organizzato dal gruppo consiliare di Tempio Democratica e Sel che ha avuto nel deputato del Pd, Pippo Civati, l’ospite di riguardo.
Con Civati, insieme a tanti nomi della Sinistra sarda (con la squadra degli amministratori locali quasi al gran completo), c’era anche Thomas Castangia, la cui candidatura alla segreteria regionale del Pd è sostenuta fortemente da Civati e da una parte significativa della Sinistra tempiese. Anche a Tempio Castangia ha ribadito che non è la leadership che bisogna costruire, ma un partito che dia supporto all’azione della Regione chiamata a compiere scelte importanti e decisive. Riferendosi alla concorrenza, ha poi detto che «in un momento come questo non si può affidare il partito ad un luogotenente locale». Tutto incentrato su quello che tra non molto ne sarà dell’articolo 18 è stato invece l’intervento di Civati. Sollecitato da Nicola Comerci, che ha illustrato i contenuti dell’articolo che rappresenta uno dei perni dello Statuto dei lavoratori del ’70, Civati è entrato nel merito della questione, lamentando come all’interno delle forze che sostengono il governo e nello stesso Pd nazionale siano diverse e non chiare le posizioni.
«C’è chi lo vorrebbe abolire e chi lo vorrebbe ridimensionare». Il fatto è però che nessuno sa che cosa ne sarà realmente dell’articolo 18 nel Job’s Act. Per Civati, servirebbe fare mente locale e ricordare, ad esempio, che «siamo stati eletti con Bersani e con un programma molto rigoroso». Come dire che dagli elettori non è stata affidata alla dirigenza del partito nessuna delega in bianco per mettere mano a questioni come l’articolo 18. «Di fatto - ha dichiarato Civati - stiamo inglobando Berlusconi». Che fare, allora? Servirà un nuovo soggetto politico per una Sinistra rigenerata e più fondata sui vecchi valori? Civati non sembra intenzionato a fondare un nuovo partito e, se proprio le cose dovessero prendere una brutta piega, preferirebbe, a quel punto, passare la mano.
Ad impedirglielo, almeno per il momento, potrebbe essere la grande mole di questioni e urgenze di cui deve occuparsi oggi la classe politica. Questioni inderogabili come il lavoro, la moneta unica e i diritti in generale. Urgenze che si riflettono pesantemente anche sul territorio, se è vero, come ha sostenuto Comerci, che dal patto di stabilità dipenderà la sorte dell’ospedale di Tempio. Dura verità di cui è consapevole anche il sindaco Frediani, presente all’incontro insieme all’ex consigliere regionale Renato Cugini e a tanti militanti della piccola e grande galassia della Sinistra gallurese. (g.pu.)
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