Giovannelli: «L’esproprio va avanti»
Il sì di Sardaleasing al Qatar non modifica la determinazione del Comune sulla procedura per i terreni adiacenti all’edificio
OLBIA. La procedura di esproprio dei terreni in prossimità della struttura di quello che è già stato battezzato il nuovo ospedale Mater Olbia, non si sposta di un millimetro. L’amministrazione comunale non intende fare un passo indietro, rispetto alla decisione formalizzata dall’assemblea civica il 19 settembre. Lo ribadisce senza lasciare spazio a fraintendimenti il sindaco Gianni Giovannelli: «Fino a che non saranno risolti i problemi in campo e tutti i passaggi relativi, si andrà avanti». L’obiettivo è ora di valore sempre più politico e economico per il territorio: «L’auspicio è che sia l’immobile e sia i terreni si trovino nella disponibilità necessaria per poter realizzare il progetto», puntualizza Giovannelli.
Il nodo. Superato nei giorni scorsi il nodo principale della vicenda ex San Raffaele (la transazione tra banche creditrici e commissari liquidatori del Tribunale di Milano) con il via libera di Sardaleasing all’offerta di 30 milioni messa sul tavolo dalla Qatar Foundation Endowment per l’acquisizione dell’edificio, resta aperto il capitolo dei terreni, quei 72 ettari blindati dal Comune con l’avvio delle procedure di esproprio. Una decisione che trovava motivo nell’esigenza di «dare maggiore celerità al procedimento».
I creditori. Anche sul fronte delle aree la Qfe si era fatta avanti, dichiarando l’immediata disponibilità a spendere altri 3,2 milioni. Ma l’operazione non è semplice. Sulla vicenda è quantomai aperta la procedura fallimentare, con una lunga sequenza di creditori alle porte. Non ultimi, ma relegati in posizione quasi marginale perché non creditori privilegiati, gli imprenditori della città che sono rimasti a mani vuote dopo avere fornito materiali e servizi per circa tre milioni all’epoca della costruzione dell’edificio. Per tre anni sono rimasti in silenzio, nella speranza di ricevere qualche comunicazione (e soddisfazione) sulle loro aspettative. Attesa vana, che due settimane orsono li ha costretti a venire allo scoperto con una denuncia pubblica e una lettera-appello al presidente Francesco Pigliaru: ma anche dalla Regione, finora nessun riscontro.
Pubblica utilità. Insomma, un intreccio dal quale non sarà facile venire a capo. Per imprimere maggiore celerità alla disponibilità dei terreni, il consiglio comunale ha dato maggiore peso al provvedimento di esproprio dell’area sottolineando la previsione delle opere di «pubblica utilità» indicate nel progetto. Dopo l’impasse dei giorni scorsi, fino a spingere la Qfe a prefigurare una fuga dalla Gallura e dalla Sardegna, l’orizzonte sull’investimento dovrebbe essere ormai schiarito, anche se la parola fine è tutta da scrivere: «Anche alla luce dell’intesa istituzionale tra Regione, Governo e Qatar ribadita nei giorni scorsi, auspichiamo che si trovino tutte le soluzioni necessarie e non ci siano azioni strumentali», rimarca il sindaco Giovanneli. «Siamo usciti da una situazione di stallo – insiste il primo cittadino –, crediamo non ci siano ragioni per tergiversare, e comunque fino alla conclusione chiara della vicenda non intendiamo fare un solo passo indietro e la procedura del rpocedimento espropriativo rimave in vigore così come votata dal consiglio comunale».
La fase finale. Dovrebbe essere alle porte. Il parlamentare del Pd Giampiero Scanu lo aveva detto alla “Nuova” dieci giorni fa: «Credo che la parte finale di ottobre possa riservare buone novità sull’intera operazione». Il sottosegretario Graziano Del Rio lo ha detto al termine del summit, giovedì scorso, con Renzi, lo stesso Scanu, Pigliaru e il manager della Qfe Luigi Rispo: «Il governo conferma l’intenzione di accompagnare l’investimento». (gpm)
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