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Il sindaco Giovannelli: «Rischio idrogeologico, trenta milioni per evitare il dramma»

I danni provocati dal ciclone Cleopatra
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I danni provocati dal ciclone Cleopatra

L’appello a Renzi e Pigliaru a undici mesi dall’alluvione: subito una deroga al Patto di stabilità

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OLBIA. La bella notizia che attende il sindaco Gianni Giovannelli dovrebbe arrivare da Palazzo Chigi. Un comunicato del tipo: il Comune di Olbia può utilizzare trenta milioni dalle proprie casse per interventi destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico. «Sarebbe un passo avanti», osserva il primo cittadino mentre posa di nuovo mente e occhi sull’elenco della contabilità municipale destinata e da destinare a riassorbire le ferite provocate dal ciclone Cleopatra e ancora tutte aperte a distanza di undici mesi. La possibilità che la nota del governo raggiunga il palazzo comunale è meno evanescente di qualche settimana fa: «Il governo si sta muovendo», riconosce lo stesso Giovannelli leggermente più ottimista dei giorni scorsi.

Cauto ottimismo. A mutuare lo stato d’animo del sindaco sono le misure finanziarie che l’esecutivo nazionale cerca di mettere in campo e un recente scambio di opinioni con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Del Rio. Una finestra che tuttavia non è sufficiente per dare piena certezza sull’impianto di opere necessarie alla città per entrare nella dimensione della sicurezza. «Occorre la piena consapevolezza che occorre un intervento decisivo da parte dello Stato», ribadisce Giovannelli.

Piano stralcio. La disponibilità dei 30 milioni sarebbe appena un quarto dell’opera complessiva di mitigazione del rischio idrogeologico, un piano stralcio che nello studio dei professionisti Mancini (ingegnere) e Tilocca (geologo) richiede 120 milioni per essere realizzato. Lo studio ha fatto discutere, soprattutto sull’effettiva necessità tecnica di tutti gli interventi previsti. La polemica è stata sollevata anche in consiglio comunale attraverso un’interpellanza proposta dai consiglieri d’opposizione Varchetta e Urtis (Centro democratico). Ma al di là delle contestazioni politiche accomuna tutti la preoccupazione di un futuro ormai alle porte, la stagione delle piogge che minaccia una città disarmata come allora. Tensione che lo stesso Giovannelli ha fissato nella lettera a Renzi e Pigliaru del 14 agosto, ai quali, dopo avere sottolineato i ricordi del dramma, ha detto: «Faccio appello al vostro senso di responsabilità con la speranza che questa mia possa essere debitamente presa in considerazione e che la mia città possa finalmente godere degli adeguati standard di sicurezza che merita».

I vincoli. In questo scenario di lenta mobilità degli avvenimenti si è messo mano a poche opere, benché urgenti per superare lo stato d’emergenza: scuole, strade, pulizia dei canali, sino alla riabilitazione completa del Paladeiana celebrata giovedì scorso. «Potremmo coprire il primo stralcio con le noste risorse – riassume ancora una volta Giovannelli – ma siamo bloccati dai vincoli del Patto di stabilità». È ormai datata ma resta la prima richiesta per dare maggiore incisività agli interventi: la deroga al Patto di stabilità.

Burocrazia. Intanto si va avanti con i piccoli tasselli consentiti dai 5.2 milioni assegnati in febbraio al Comune di Olbia da un decreto del presidente del Consiglio dei ministri ma incespicato in garbuglio procedurale che ne ha bloccato la spesa. Ora quei denari sono utilizzabili e dovranno essere spesi obbligatoriamente entro dicembre. «Lo stiamo facendo con interventi di mitigazione, manutenzioni, ripristino dei bordi dei canali, sarà demolito il ponticello di via Cortez». Neppure basta lo «sforzo della Regione» che ha liberato poco più di due milioni. «Sono pochi, tutto è poco se non si dà concretezza al Piano straordinario per Olbia e allo stesso tempo si allentano le maglie della burocrazia per facilitare la realizzazione delle opere», conclude Giovannelli. (gpm)

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