La cozza del golfo star al Salone del gusto
Nello stand torinese di «Slow food Sardegna» la Comunità dei prodotti del mare ha avuto una visibilità internazionale
OLBIA. Eccellenze da esportazione. I prodotti del golfo hanno una loro comunità e un pubblico di prestigio, il Salone del gusto. Nello stand di «Slow food Sardegna», i produttori olbiesi hanno presentato la loro community, formata dai rappresentanti delle cooperative che aderiscono al Consorzio molluschicoltori. In vetrina non ci sono cozze o arselle, ma idee. Mauro Monaco, presidente del consorzio e rappresentante della nascente comunità, ha spiegato gli obiettivi da raggiungere già dal 2015. Coinvolgere gli altri soggetti della filiera, pescherie, grossisti, ristoranti, cittadini e istituzioni. Per aderire all'iniziativa bisogna iscriversi a Slow Food e condividere gli obiettivi della comunità.
«La promozione e valorizzazione dei prodotti che il golfo di Olbia offre passa attraverso il rispetto dell'ambiente, le tradizioni e la cultura del mare – sono state le parole di Monaco – . Aspetti fondamentali per appartenere a un gruppo, la comunità del golfo appunto, che senza fini di lucro intende riportare al centro dell'attenzione l'uomo con le sue produzioni, nel nostro caso l'allevamento e la raccolta dei molluschi. Ma vuole anche riaccendere i riflettori sulle tecniche usate, da sempre basate sulla manualità ma adeguate ai tempi e ai moderni standard sanitari. Parliamo di una cultura del mare che ormai ha quasi cento anni e che intendiamo proseguire, mantenendo alto il nome. Per fare questo i produttori non possono più muoversi da soli. Hanno bisogno di aiuto, e questo può arrivare solo dal basso, vale a dire dal territorio e dai suoi abitanti».
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Alla presentazione di Torino ha partecipato anche Daniele Buttignol , segretario nazionale di Slow Food. «Slow Food e Terra Madre offrono un supporto fondamentale e una esposizione mediatica di livello internazionale grazie al Salone del gusto di Torino e allo Slow Fish di Genova – dichiara –. Eventi che con cadenza biennale si alternano per promuovere le produzioni agricole della terra e del mare di tutto il mondo. La comunità del cibo del golfo di Olbia, con la collaborazione di Slow Food, avrà la possibilità di farsi conoscere a livello nazionale e internazionale e promuovere un territorio che non è solo Olbia, ma la Gallura intera. Lo farà attraverso le sue specialità alimentari, tutelandole non come una riserva indiana, ma come un'opportunità di sviluppo e crescita economica».
Occhi puntati di Slow food sulla comunità olbiese. «I vertici nazionali osservano con molta attenzione e curiosità la nascita della nuova comunità del cibo del golfo di Olbia – aggiunge Buttignol – . Intendiamo coinvolgere anche l' università di Scienze gastronomiche di Pollenzo nella valorizzazione dei prodotti del mare olbiese, attraverso percorsi didattici per i suoi studenti, anche con stage e viaggi studio». Il prossimo appuntamento è per maggio 2015 a Genova con Slow Fish a cui parteciperanno anche la comunità del cibo del golfo di Olbia, il consorzio Molluschicoltori e altri produttori sardi.
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