La Nuova Sardegna

Olbia

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Senzatetto, non solo letti: occorre un centro diurno

Dario Budroni
Un gruppo dell’associazione Libere energie con il sindaco Gianni Giovannelli
Un gruppo dell’associazione Libere energie con il sindaco Gianni Giovannelli

Ginetto Mattana, dell’associazione Libere energie che assiste gli “invisibili”: «Uno spazio per un lavoro educativo di recupero e formazione»

28 ottobre 2014
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OLBIA. Libere energie ha un pallino fisso: il centro diurno. L’associazione che si occupa di assistere i senzatetto, più o meno da quando ha cominciato la sua missione, non perde occasione per avanzare la sua proposta più importante. I volontari sognano infatti una struttura capace di tirare fuori dal guado chi non ha un tetto sotto cui dormire e chi distrugge la propria esistenza tra disagio, malessere e anche comportamenti devianti.

«Il centro diurno non è un punto di stasi, ma un trampolino di lancio verso l’integrazione sociale» spiega sicuro Ginetto Mattana, fondatore e presidente di Libere energie. La proposta è nuovamente saltata fuori durante la manifestazione «Con loro», in scena le scorse settimane tra dibattiti e serate di solidarietà.

L’emergenza. In città, durante l’anno, il numero dei senzatetto si aggira attorno a quota 70. Nordafricani, romeni, albanesi e anche numerosi italiani. Tutti senza un lavoro (soprattutto durante l’inverno) e tutti ben lontani dall’integrazione. Una buona parte di loro passa la notte tra le camere pulite del dormitorio di via Canova, l’altra parte trova invece riparo tra baracche ed edifici in rovina.

Ma non solo. In città è altissimo anche il numero di chi vive in un contesto di estrema povertà, pur avendo un tetto. «La necessità di realizzare un centro diurno nasce dalla presa di coscienza della condizione che le persone senza dimora e le persone in grave stato di disagio sociale si trovano a vivere durante le ore diurne» spiega Ginetto Mattana.

Cos’é il centro. Secondo i volontari di Libere energie, il centro diurno avrebbe chiare finalità di recupero. E per questo auspicano un intervento da parte delle istituzioni affinché venga presa in considerazione la proposta. «Sarebbe un punto di riferimento e di sostegno che consenta non soltanto una funzione assistenziale, ma anche uno spazio in cui svolgere un complesso lavoro educativo di recupero e formazione» aggiunge il presidente di Libere energie. Insomma, non un ruolo passivo. Bensì un compito diverso, basato sulla volontà di aiutare gli “invisibili” a uscire dal tunnel della disperazione. Il centro diurno sognato da Libere energie, infatti, offrirebbe assistenza primaria (come colazioni, merende e docce) e anche sanitaria (farmaci da banco, studio dentistico, supporto psicologico). In più organizzerebbe laboratori didattici e socio-ricreativi, dall’informatica al teatro, e corsi di formazione per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro.

La manifestazione. Il progetto del centro diurno è stato esposto durante il convegno dello scorso 17 ottobre. Nell’ambito di «Con loro», comunque, sono stati organizzati anche una mostra d’arte al museo, un’apericena alla Lega navale, una lotteria e una serata di musica e spettacolo all’Officina creativa. L’associazione ha potuto raccogliere fondi per sostenere tutte quelle attività di assistenza quotidiana. «Ringraziamo il Comune e tutti coloro che ci hanno aiutato» conclude Mattana.

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