La Nuova Sardegna

Il giallo

Andrea Costantini, trovato morto nella cella frigorifera: il mistero della telefonata alle 20:08 – Cosa sappiamo

Andrea Costantini, trovato morto nella cella frigorifera: il mistero della telefonata alle 20:08 – Cosa sappiamo

Dall’analisi del suo cellulare emerge una chiamata in uscita

2 MINUTI DI LETTURA





Nuovi elementi riaprono il caso di Andrea Costantini, il 38enne trovato morto il 15 settembre nella cella frigorifera del supermercato di Termoli dove lavorava. Dall’analisi del suo cellulare emerge una chiamata in uscita alle 20:08, un dettaglio che potrebbe modificare la ricostruzione finora ipotizzata.

La telefonata sarebbe partita circa tre ore dopo l’ultimo segnale legato al lavoro dell’uomo, registrato alle 16:56, e appena 22 minuti prima dell’avvio delle ricerche da parte dei colleghi.

I dubbi della famiglia

Il dato solleva interrogativi cruciali. Secondo il legale della famiglia, l’avvocato Piero Lorusso, resta da chiarire se Costantini fosse ancora in vita in quel momento o se qualcuno abbia utilizzato il suo telefono dopo la morte.

Il punto centrale è proprio questo: se la chiamata è stata effettuata da lui, crolla la ricostruzione temporale fatta finora; se invece non era lui, si aprirebbe lo scenario di un possibile intervento di terzi.

Le anomalie

A rendere il caso ancora più complesso è il vuoto temporale tra le 16:56 e le 20:08. Tre ore senza spiegazioni, a cui si aggiunge il ritrovamento del corpo intorno alle 21.

Secondo la difesa, anche la scena presenta elementi poco chiari: il corpo è stato trovato in un’area visibile, con la porta della cella semi aperta. Una situazione che rende difficile spiegare come nessuno si sia accorto di nulla prima.

Autopsia e ipotesi a confronto

L’autopsia ha evidenziato ferite da taglio che non escludono del tutto l’ipotesi del gesto volontario. Una versione che però la famiglia continua a respingere con decisione, ritenendo incompatibili le tempistiche emerse con l’idea di un suicidio avvenuto nel pomeriggio.

La richiesta alla Procura

Alla luce dei nuovi elementi, la famiglia chiede ulteriori verifiche: accertare con precisione l’ora del decesso, identificare il destinatario della chiamata delle 20:08 e ricostruire la posizione del telefono in quel momento.

Intanto è stata depositata in Procura una relazione tecnica sul cellulare, mentre si attende anche la perizia autoptica, prevista nelle prossime settimane. Saranno questi accertamenti a chiarire definitivamente cosa è accaduto.

Primo Piano
Polizia locale

Sassari, evade dai domiciliari e viene fermato con un arsenale di armi in auto: arrestato – Cosa sappiamo

Le nostre iniziative