I giocattoli del passato regalano grandi emozioni
CALANGIANUS. In questi giorni, e sarà così sino al prossimo due novembre, l’antica Carrera longa, oggi Via Nicolò Ferracciu, il piano terra di un antico palazzo registra un gran via vai di persone...
CALANGIANUS. In questi giorni, e sarà così sino al prossimo due novembre, l’antica Carrera longa, oggi Via Nicolò Ferracciu, il piano terra di un antico palazzo registra un gran via vai di persone che si fermano ad ammirare la mostra “I giochi della tradizione gallurese”: in passerella gli antichi giocattoli che sino alla metà del secolo rendevano liete le giornate dei bambini e dei ragazzi calangianesi.
Tutto frutto della passione della giovane archeologa Letizia Fraschini, 32 anni, che dopo il libro fotografico “In Calangianus” dell’Editoriale Documenta, offre il frutto di una lunga ricerca, circa 100 “pezzi”, cioè giochi che raccontano la semplicità e la genialità, con la sempre feconda arte dell’arrangiarsi di chi, senza i vantaggi della nostra era tecnologica, realizzava passatempi per l’infanzia e l’adolescenza usando materiali poveri che allora si potevano trovare in ogni angolo del paese.
«Da anni - dice con soddifsazione Letizia Fraschini - ho raccolto ciò che trovavo e ricostruivo giochi seguendo le indicazioni che mi venivano date dagli anziani. E’ stata una grande gioia vedere la folla all’inaugurazione, e poi molti sono tornati ancora con i figli, con amici o coetanei per rivivere le sensazioni e percepire le ragioni del loro entusiasmo».
I giochi, alcuni originali altri ricostruiti ex novo, e qui il ricordo commosso della ricercatrice va al padre Giovanni che non c’è più,e che tanto l’ha aiutata.
Ci sono varie sezioni, nella mostra: quella dei carretti, (carruleddu, carrittedda), delle biglie(gubbini) o dei pezzi di pietra (imbresti) che valorizzavano le cose più semplici, che richiamano animali e gli strumenti con le canne capaci di creare sonorità diverse.
E poi un angolo d’incanto e assolutamente magico dove ci sono le bamboline di pezza disposte in scatole di cartone. Un ritorno al passato che si vuol riscoprire. Merito di Letizia Fraschini.
E’una mostra che continua. E sarebbe bello se fosse itinerante nei paesi galluresi, e non solo. (p.z.)
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