La Nuova Sardegna

Olbia

«Il Qatar parta con il Giovanni Paolo II»

di Stefania Puorro
«Il Qatar parta con il Giovanni Paolo II»

La proposta del primario di Radiologia Bifulco nell’attesa che l’ex San Raffaele si concretizzi: nuovo padiglione ospedaliero

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OLBIA. «La Qatar foundation ha confermato l'investimento da 1,2 miliardi per creare in dieci anni un polo di cure e di ricerca, c'è il totale sostegno di Governo e Regione e la conclusione sembra più vicina. Ma l'apertura dell'ex San Raffaele non si concretizzerà domani. E allora? C'è un modo per non lasciare tempi vuoti: una partnership tra pubblico e privato per far operare in pochi mesi le professionalità e le eccellenze che andranno a lavorare all'ospedale "Mater Olbia" utilizzando le strutture e gli strumenti del Giovanni Paolo II».

Potrebbe sembrare una provocazione, ma in realtà è un'idea che ha già dietro una bozza di progetto. Una proposta che avanza Vincenzo Bifulco, direttore dell'Unità operativa di Radiologia. «Perché aspettare che l'ex San Raffaele prenda vita? Per quanto rapidi possano essere i tempi di apertura, ci sarà un periodo di attesa. Quindi si potrebbe pensare di potenziare l'offerta sanitaria facendo partire alcune specialità previste nel colosso sanitario. La bozza è stata preparata dall'ingegner Claudio Piergianni, che per anni ha lavorato per la Asl durante la realizzazione del nuovo ospedale e nelle fasi dell'apertura progettando e seguendo varianti e modifiche necessarie per l'accreditamento e per la funzionalità di molti servizi. L’idea - aggiunge Bifulco - è quella di creare un altro padiglione, al Giovanni Paolo II, che potrebbe collegarsi con un tunnel al blocco centrale.. In quel padiglione, che gli investitori del Qatar potrebbero realizzare in pochi mesi, troverebbe spazio la degenza per le specialità previste quali neurochirurgia, cardiochirurgia, neurologia. Nel nostro ospedale, come si sa, mancano molte specialità e i posti letto, ma abbiamo attrezzature nuove e moderne. Disponiamo di 10 sale operatorie con un’elevatissima potenzialità di utilizzo e invece attualmente sottoutilizzate, parte delle quali potrebbe essere indirizzata alle nuove specialità; abbiamo anche 2 sale di endoscopia ultramoderne che potrebbero consentire l'esecuzione di maggiori indagini endoscopiche e l’endoscopia interventistica. E poi l'emodinamica: per carenza di personale offre un servizio solo per 6 ore al giorno sino al venerdì, ma potrebbe essere utilizzata 24 ore su 24,con la copertura di tutte le condizioni di urgenza cardiache». Non è finita. «La radiologia - spiega il primario - ha apparecchiature di ultimissima generazione che, con l'apporto delle nuove professionalità, potrebbe aumentare le prestazioni grazie alla possibilità di utilizzare le attrezzature sino a 18 ore al giorno, domenica compresa, col potenziamento della radiologia interventistica utile per la terapia alternativa per molte forme di tumore localizzato o per la terapia mininvasiva di molteplici patologie.. Anche lo Stroke Unit (il centro di cura in urgenza dell'ictus cerebrale della neurologia) potrebbe fruire delle attrezzature della radiologia» Quindi, con un nuovo padiglione e con nuovi specialisti esperti della struttura privata, la Gallura potrebbe offrire un'offerta sanitaria molto più ampia.

Sinergia, collaborazione e sanità d'eccellenza: concetti ribaditi da Bifulco già nel 2009 quando, per ottenere i finanziamenti europei necessari all'acquisto di importanti e indispensabili strumentazioni, sottolineò appunto nel progetto presentato l'importanza di un "piano di reale integrazione per potenziare al massimo le sinergia delle due strutture - pubblica e privata -, con evidenti risvolti positivi in grado di aumentare le offerte sanitarie e le capacità diagnostiche e terapeutiche".

C'è un ultimo aspetto che il primario di Radiologia mette in evidenza. «Questo progetto, una sorta di preludio dell'ex San Raffaele, sarebbe a basso costo proprio perché non sarebbe necessario acquistare le attrezzature ma costruire in poco tempo il padiglione per ospitare le degenze delle nuove specialità. Senza trascurare il fatto che una volta che l'ospedale privato comincerà a funzionare nella propria sede, il Giovanni Paolo II disporrà di uno spazio in più, utile per migliorare la logistica attuale».

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