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Giovannelli: "La demolizione della villa di don Verzè, un atto dovuto"

Il rendering del futuro polo sanitario Mater Olbia
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Il rendering del futuro polo sanitario Mater Olbia

La casa da 3 milioni di euro è un abuso non sanabile. Ma avrà inevitabili effetti sul rush finale per l'acquisto dei terreni da parte del Qatar

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OLBIA. Sei mesi di tempo per demolire la super villa di Don Verzè. L’ordinanza con cui il Comune impone di smantellare la “Casa rossa”, lo stazzo con piscina da 3 milioni di euro in cui il padre del San Raffaele trascorreva i soggiorni galluresi, è un atto dovuto. Il primo tentativo risale al 2011. Ma è inevitabile che questa decisione abbia degli effetti sul rush finale dell’acquisto dei terreni su cui sorgerà il polo sanitario “Mater Olbia” firmato Qatar. Lo maxi villa, con annesse stalle e piscina realizzata senza autorizzazione, sorge sugli ettari che sono al centro della trattativa tra la Qatar foundation e i commissari liquidatori. 

Ma Il sindaco Gianni Giovannelli ridimensiona l’ipotesi che la demolizione sia una azione di pressione. L’atto del Comune contribuisce però a spazzare via ogni ipotesi speculativa sulla collina destinata alla costruzione del Mater Olbia. «La demolizione è un atto dovuto – conferma il primo cittadino –. Non c’è nessuna relazione con le vicende contingenti che vedono la Qatar Foundation in trattativa per acquisire quei terreni. Avevamo avviato già tre anni fa una prima procedura. La casa rossa è abusiva. Se non si provvederà entro i temini stabiliti il Comune potrà decidere se procedere all'abbattimento da solo o acquisirla al patrimonio dell'ente». (se.lu.)

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