Centrale idroelettrica sul canale del Liscia, il no della Regione
Duro attacco del Consorzio di Bonifica della Gallura «Alt inaccettabile, il progetto è assolutamente legittimo»
OLBIA. Rischia di perdere il finanziamento ministeriale, il progetto del primo e unico impianto di produzione di energia idroelettrica in Sardegna che il Consorzio di bonifica della Gallura vuole realizzare su un condotto della diga del Liscia. La colpa? «Della Regione - dicono i vertici del Consorzio - che lo scorso maggio, attraverso il comitato istituzionale dell’autorità di bacino, ha rigettato l’istanza per lo sfruttamento delll’energia prodotta da fonti rinnovabili».
«Siamo pronti a ricorrere alle vie legali, se sarà necessario - attacca il presidente del Consorzio di Bonifica Marco Marrone -, perché non c’è una sola ragione valida che giustifichi l’alt all’autorizzazione. Abbiamo rispettato tutte le regole e, quindi, il nostro ,è un intervento assolutamente legittimo. Lo ha sostenuto lo stesso ministero delle Politiche agricole e forestali che lo scorso 23 ottobre ha trasmesso una nota alla Regione con la quale ha confermato il finanziamento delle spese progettuali della centrale idroelettrica sottolinendo l’importanzae di una opportunità del genere. Ma neppure dopo questo invito, la Regione ha dato un segnale. E’ un silenzio assordante, ed è un modo di fare politica irrispettoso nei confronti di un mondo agricolo che ha sempre avuto pazienza, ma che ora non è più disposto ad aspettare. Basta giocare a nascondino, basta stare zitti, non siamo più disposti a concedere tempo. Noi stiamo facendo gli interessi di un territorio e sollecitiamo un incontro urgente con tutte le parti coinvolte perché si arrivi a una soluzione immediata».
Marrone ha parlato in una conferenza stampa che si è tenuta ieri al Consorzio di Bonifica davanti a diversi rappresentanti dei Comuni e delle categorie interessate. Con lui c’erano anche Enzo Milillo, direttore tecnico, e Giosuè Brundu, direttore generale del Consorzio. E’ stato quest’ultimo a illustrare il progetto. «E’ un impianto che rispetta l’ambiente e che porterebbe a un risparmio della fiscalità generale di 300mila euro. Non solo. La produzione stimata in kwh è pari a 2.678.130, senza dimenticare la riduzione di emissioni di anidride carbonica e la riduzione degli oneri consortili in capo ai proprio consorziati senza pesare sulle casse della Regione. Assolutamente inaccettabile, dunque, il rigetto dell’istanza da parte della Regione, legato a una motivazione di natura tecnica. E cioè: il canale su cui si dovrebbe realizzare l’intervento non appartiene al Consorzio che, di conseguenza, non può procedere allo sfruttamento. Assurdo. Noi stiamo parlando di turbinare 28 milioni di metri cubi d’acqua che paghiamo regolarmente».
Spiega qualche dettaglio del progetto, Brundu. «L’impianto dovrebbe essere costruito sul canale adduttore che fuoriesce dalla diga del Liscia. Sono due i canali collegati: uno porta l’acqua potabile, l’altro quella per l’irrigazione dei campi. Ed è su quest’ultimo che noi vorremmo intervenire per creare una deviazione che arriverebbe all’interno della centrale idroelettrica. Questo è un nuovo modo di fare bonifica ed è incredibile che venga ostacolato e circondato da un silenzio così lungo. La Regione Sicilia si è trovata di fronte alla stessa situazione: ha dato il suo via libera in due giorni e noi, invece, da mesi, aspettiamo ancora una risposta».
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