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Olbia

Arzachena

Individuato il padrone del vitello che causò la morte di Gigi Perra

Serena Lullia
Individuato il padrone del vitello che causò la morte di Gigi Perra

Il giovane si schiantò in moto contro l’animale. L’analisi del Dna ha permesso di risalire all’allevamento

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ARZACHENA. Ha un nome il proprietario del vitello che causò la morte di Gigi Perra, 28enne imprenditore arzachenese, il 29 giugno del 2013. Il giovane percorreva di notte la strada Porto Cervo-Arzachena a bordo del suo scooter. L’animale era comparso all’improvviso sul rettilineo. Un impatto violento, fatale. Perra era morto sull’ambulanza che lo trasportava a Olbia. Dopo una attività di laboratorio durata mesi l’Istituto zooprofilattico di Sassari è riuscito a trovare una corrispondenza tra il dna del vitello – privo di etichetta identificativa, obbligatoria per legge – e uno dei cinque allevamenti della zona in cui è avvenuto lo scontro mortale. Per la madre di Perra, la signora Piera, e il fratello Peppe una notizia che premia la tenacia nella ricerca della verità. Subito dopo l’incidente, dopo diversi appelli al proprietario dell’allevatore a farsi avanti, ad assumersi anche solo in forma privata le sue responsabilità, avevano dato incarico all’avvocato Egidio Caredda.

Doppio filone di indagine. Il legale della famiglia Perra ha lavorato su due fronti. Ha acquisito i tabulati telefonici, in entrata e in uscita, della notte dell’incidente e dei giorni successivi. In contemporanea un perito ha prelevato dei campioni di sangue dagli animali dei 5 allevamenti della zona per confrontarli con il dna del vitello morto.

I risultati. «Le analisi genetiche fatte sui campioni di sangue e confrontate con il genotipo del vitello hanno dato un responso scientifico – dichiara l’avvocato Caredda –. La considerazione a cui l’istituto zooprofilattico è giunto è che “in nessun altro dei 5 allevamenti analizzati sono stati individuati animali con genotipo compatibile con quello del vitello”. Un risultato importante che, insieme alle altre attività di indagine spero possa restituire serenità, per quanto possibile, alla famiglia Perra».

Silenzio e perdono. La signora Piera da un anno e mezzo lotta per la verità. Al dolore per la perdita del figlio si è aggiunto il silenzio dell’allevatore e uno spesso muro di omertà. «Ho fiducia nella Procura – dice mamma Piera –. E perdono cristianamente i responsabili dell’incidente. Ma intendo avere giustizia e la giusta punizione per chi non ha avuto alcuna pietà delle mie lacrime e del mio dolore».

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