Madrina sotto processo: iniziò la figlioccia al sesso
Impiegata di 39 anni a giudizio per concorso in abusi sessuali su una tredicenne La donna avrebbe favorito incontri a luci rosse con uno spasimante di 23 anni
TEMPIO. Una impiegata gallurese di 39 anni, G.P., è finita sotto processo per essersi prodigata nell’iniziare al sesso la sua figlioccia di appena 13 anni.
La donna, che risiede in un centro della Gallura, avrebbe incentivato e favorito gli incontri tra un suo conoscente di 23 anni (contro il quale il tribunale procede con rito separato per abusi sessuali su minore) e la ragazzina, che le era stata affidata dai genitori in quanto madrina di cresima.
L’incredibile storia di pedofilia avrebbe avuto inizio nel luglio del 2009, quando G.P. tenne bordone al giovane che si era invaghito della ragazzina, una studentessa di appena tredici anni.
Anzichè consigliare all’uomo di girare al largo dall’adolescente la madrina avrebbe invece, con argomentazioni sicuramente non consone all’età della ragazzina, convinto la stessa che non c’era nulla di male a frequentare il giovane di dieci anni più grande di lei. Al punto tale che si sarebbe prodigata per combinare l’incontro nel quale il giovane avrebbe abusato della ragazzina. Quella violenza sessuale avrebbe cambiato il carattere della ragazzina, che avrebbe confidato ai suoi genitori quanto le era accaduto confessando che a indurla in quello stato sarebbe stata la sua fidatissima madrina. I genitori della ragazza, nell’ottbre del 2009, presentarono una denuncia nei confronti del giovane e di G.P., i quali vennero indagati dalla procura della Repubblica di Tempio e, con separati giudizi, rinviati a giudizio per concorso in abusi sessuali su minori. Ieri il processo contro la donna (contumace) si è aperto davanti ai giudici del tribunale di Tempio e il collegio, presieduto dal presidente Gemma Cucca, ha sentito diversi testi tra i quali la psicologa che per diversi anni ha avuto in cura la ragazzina oggetto della attenzioni del giovane. Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo mese di gennaio quando verranno sentiti i genitori e altri testimoni. G.P., stando alla denuncia, avrebbe approfittato del suo ascendente sulla ragazzina convincendola che non c’era nulla di male nell’intraprendere la “relazione sentimentale” sconfinata negli abusi sessuali da parte del giovane spasimante. I magistrati dovranno anche accertare quale ruolo abbia svolto la “madrina” nella sconcertante vicenda che, stando alle perizie mediche, avrebbe sconvolto l’esistenza della giovanissima vittima degli abusi sessuali. Un trauma psicologico per superare il quale ha dovuto far ricorso alle cure di diversi specialisti in psicologia. Il processo era slittato, nel 2013, a causa della rinuncia del legale della donna a difenderla nel procedimento penale.
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