La Nuova Sardegna

Olbia

Il Consiglio dice sì al piano anti alluvione

di Enrico Gaviano
Il Consiglio dice sì al piano anti alluvione

Scontro in aula con la minoranza che voleva rinviare: adesso il dossier dei tecnici va a Cagliari per il via libera definitivo

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OLBIA. Il consiglio comunale di Olbia ha approvato ieri la variante all’adeguamento al Piano di Assetto Idrogeologico e il quadro delle opere per la mitigazione del rischio idrogeologico. Ora il provvedimento andrà all’autorità d’ambito a Cagliari per il via libera definitivo. Seguiranno 60 giorni per le osservazioni prima dell’entrata in vigore che avrà come conseguenza anche il fatto che decadranno i vincoli edificatori dati attualmente dalla perimetrazione conseguente all’alluvione e scatteranno le norme di salvaguardia.

Il voto finale a Poltu quadu ha visto la minoranza arroccarsi su un no secco alla proposta del progetto dei tecnici Marco Mancini e Giovanni Tilocca. No di Forza Italia, Unidos e Cd. Ma le certezze della maggioranza sono state ribadite da Gianni Giovannelli. «L’operazione è partita all’indomani dell’alluvione – ha ricordato il sindaco –, con l’obbligo di legge di intervenire su Pai e mitigazione del rischio idrogeologico. Il progetto piace all’autorità d’ambito. La Regione intanto finanzia una prima parte e fa trapelare anche che un’ altra parte dei fondi si possano prendere da un allenatamento del patto di stabilità. Inutile dunque cercare nuove soluzioni, perdere altro tempo».

Sì perché la minoranza ha continuato a chiedere nuove pause di riflessione. Come il capogruppo del Centro democratico Mirko Varchetta. «E’ un momento fondamentale per la città . Dobbiamo decidere il futuro per i prossimi 100 anni, si può aspettare, discutere. Ora c’è anche un nuovo progetto, che verrà presentato lunedì». Un progetto, presentato da un equipe di tecnici che prevederebbe un canale scolmatore a monte della città. L’idea piace anche a Tonino Pizzadili di Unidos. «Questo progetto è interessante – sottolinea – e poi possiamo prendere ancora tempo. Perché comunque le opere di mitigazione possono essere iniziate anche senza l’apporvazione di questa variante e del progetto di Mancini e Tilocca». Stessa linea adottata anche da Francesco Sanciu di Forza Italia. «I contenuti della delibera ci lasciano molto perplessi. Perché, ad esempio non si è fatto un concorso di idee? Per la mia città io vorrei vedere più proposte e poi decidere».

Per la maggioranza Pietro Spano del Pd ha invece ribattuto dicendo che «non c’è molto tempo da perdere. Noi abbiamo scelto una strada e andiamo avanti. Assumendoci le responsabilità di un atto così importante. Dopo quel che è successo, in memoria di quello, dobbiamo pensare alla salvaguardia delle vite umane. Ora il lavoro da fare è ragionare con la Regione per mitigare il vincolo di inedificabilità Hi4 esteso in moltissime aree».

Soddisfattissimo Carlo Careddu. «Si tratta di un lavoro portato avanti – ha detto l’assessore – dall'amministrazione comunale nell'ambito di un tavolo di copianificazione, fortemente voluto anche dal Governatore Pigliaru, al quale hanno partecipato l'Autorità del Distretto Idrografico della Sardegna e gli Assessorati ai Lavori Pubblici e all'Urbanistica regionali. La delibera di approvazione costituisce un notevole passo in avanti nel processo di programmazione e pianificazione del territorio ed è fondamentale per l'avvio di un cammino che restituirà agli olbiesi la serenità e le certezze perdute nella tragica alluvione del .2013. Adesso lo Stato e la Regione conoscono perfettamente il pericolo idrogeologico presente nel nostro territorio e, dunque, le misure necessarie per evitare che si verifichino altre catastrofi analoghe sono le opere di mitigazione».

Il progetto di mitigazione prevede un intervento a lotti, che gradualmente, man mano che arriveranno i fondi necessari, migliorerà la situazione in città. Previsti: 1) la realizzazione delle casse di laminazione (contenitori di acqua piovana) a monte dei due principali canali cittadini cioè il Siligheddu e il Gadduresu; 2) la risagomatura e il nuovo assetto dei corsi d'acqua che attraversano la città, compresi anche il rifacimento dei ponti. In totale cinque lotti per un costo totale di 122 milioni di euro. Di questi, attualmente, dalla Regione dovrebbero arrivare una trentina di milioni di euro

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