L’Asl: mollusco killer, non ci sono prove
Tre cani morti intossicati, manca una sicura correlazione. Rassicurazioni sui mitili, nessun pericolo grazie a stretti controlli
OLBIA. Dopo la morte di tre cani che hanno ingerito lepri marine, molluschi spiaggiati nella dog beach delle Vecchie Saline e che potrebbero aver assorbito un’alga tossica, scatta l’allarme tra i proprietari di animali. E nella località marina dove si sono verificati i casi il Comune ha fatto apporre dei cartelli in cui si avverte del pericolo la popolazione. E tramite i social si moltiplicano le raccomandazioni alla massima attenzione.
Ma l’Asl di Olbia tende a gettare acqua sul fuoco: «Riguardo alla morte dei tre cani – fa sapere in un comunicato – riferita da un veterinario libero professionista (Alessandro Piroddi della Vet Service, ndc) la Asl di Olbia comunica che sta effettuando degli accertamenti sul caso ed è in attesa di ricevere ulteriori documentazioni e referti: «Al momento però non è possibile stabilire una sicura correlazione tra il decesso degli animali e la presenza del mollusco. È necessario però chiarire che prima di avanzare alcuna ipotesi, soprattutto se questa potrebbe creare un'eventuale allarme sull'opinione pubblica, è necessario basarsi su evidenze scientifiche certe, che al momento non abbiamo», dice Piero Masia, direttore del dipartimento di prevenzione della Asl.
Quindi l’Asl chiarisce che «non esiste alcun allarme o pericolo sulla filiera dei mitili – spiega Antonio Mura, responsabile del servizio di igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche –. Cozze, le vongole, le ostriche e altri molluschi bivalvi, sono organismi filtratori delle acque: si alimentano filtrando l'acqua e trattenendo alcune particelle organiche. Al fine di garantire la salute dei consumatori, in quanto nella filtrazione vengono trattenuti anche i contaminanti delle acque (tossine, virus e batteri) che possono causare varie malattie e intossicazioni alimentari, la Asl di Olbia attua costantemente un piano di monitoraggio regionale, il quale prevede il periodico campionamento sia dei molluschi che delle acque, di ciascuna area classificata e destinata all'allevamento».
«A tutela della salubrità e della bontà dell'alimento, inoltre, i molluschi vengono depurati e poi subiscono un'altra serie di controlli e prelievi effettuato in questo caso dal servizio di Igiene alimenti di origine animale sempre della Asl; solo allora i molluschi possono arrivare al consumatore finale e quindi nelle tavole», conclude Mura che esclude quindi qualunque allarme in merito. (apal)
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