Allarme canali, c’è un piano alternativo
Illustrato il progetto di riassetto idrogeologico realizzato dai professionisti dello Studio d’Equipe
OLBIA. Passa per una “circolare” di canali la soluzione della perenne emergenza idrogeologica che tormenta Olbia. Così almeno sostiene lo Studio d’Equipe, un pool di professionisti locali che ieri sera, nella sala conferenze dell’hotel Doubletree by Hilton, ha illustrato il suo progetto. Si tratta evidentemente di un piano alternativo a quello adottato dall’amministrazione comunale che proprio in questi giorni ha adottato il suo piano di adeguamento al Pai (il Piano di assetto idrogeologico). Un contributo al dibattito, ma anche una scelta (tecnica) di campo diversa da quella su cui ha puntato il Comune.
A illustrare il piano sono intervenuti Nicola Todde (ingegnere idraulico), Giovanni Corrao (ingegnere strutturista), Emilio Fenu (geologo) e Andrea Demuru (geometra). Il progetto punta tutto su canali scolmatori a monte della città realizzati con l’obiettivo di intercettare le acque meteoriche alluvionali. In altre parole, due canali “di circonvallazione” (hanno il nome di due santi: Lucia e Giovanni Paolo II) esterni al perimetro urbano. «La soluzione – spiegano i tecnici – prevede che le acque alluvionali del rio Abba Fritta vengano deviate verso la zona di Sant’Eliseo, più o meno al bivio per la strada di Golfo Aranci e quelle del rio Saligheddu deviate verso il nuovo ospedale Giovanni Paolo II, a Tannaule. I due canali poi confluiscono nel rio Padrongianus per poi sfociare in mare aperto, in un punto a nord del Lido del Sole». Alla presentazione del progetto erano presenti molti cittadini, amministratori locali e rappresentanti di associazioni e comitati di alluvionati.(red.ol.)
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