Giovani creativi, una borsa di studio dell’Oratorio
TEMPIO. Parlare con i fatti, dire le cose con gesti concreti e proporre un efficace modello d’intervento. Tutto questo è presente nell’idea con la quale il parroco della cattedrale, don Antonio...
TEMPIO. Parlare con i fatti, dire le cose con gesti concreti e proporre un efficace modello d’intervento. Tutto questo è presente nell’idea con la quale il parroco della cattedrale, don Antonio Tamponi, e l’Oratorio Anspi “Don Mureddu” hanno deciso di istituire una borsa di studio da destinare ai giovani tempiesi.
Le modalità dell’assegnazione, nelle quali si può cogliere lo spirito dell’iniziativa, sono decisamente nuove. Si stanzia un fondo dall’ammontare piuttosto invitante (1500 euro sono una cifra niente male), si definisce un’età di riferimento per il target a cui è rivolto (studenti di scuole superiori o università) e s’invita questo a dare qualcosa in cambio. Un’opera d’ingegno, un saggio di creatività, una performance per dimostrare di meritare la borsa. Il bando prevede alcune condizioni, come l’essere, ad esempio, tempiese da almeno un anno. Stabilisce, inoltre, che le preselezioni dovranno essere fatte in oratorio secondo un calendario che verrà quanto prima diramato, e che si debba avere un’età compresa tra i 14 e i 24 anni. Occorre essere studenti e presentarsi alla preselezione con qualcosa di proprio. La prova consiste, infatti, in una poesia con apparato critico, uno sketch comico o drammatico, canto, ballo, musica, o un dipinto fatto in diretta. Ci si può esibire da soli o in gruppo.
L’idea è originale e l’auspicio è che possa avere un forte impatto tra i giovani della città. Nasce con l’intento di dimostrare ai giovani che c’è una parte del cosiddetto “mondo adulto” che guarda a loro con curiosità e fiducia. Un modo per dire che la vita non si riduce alla plastica rappresentazione di un reality show. Aspettative, sogni, progetti possono venire esauditi e realizzati anche nella quotidianità.
Ma c’è dell’altro. «Le motivazioni che stanno alla base di questa idea - dichiara don Tamponi - sono almeno due: Tempio, città di cultura, principalmente, non può non avere come futuro che la scuola, il mondo studentesco, che è non solo una fucina di nuove menti, ma anche un luogo di investimento per la ripresa economica; la seconda induce a considerare l'attuale momento di difficoltà, ma partendo dai talenti che vanno trafficati, come dice il Vangelo, e questo punta su una valorizzazione sociale dell'alunno e della scuola, con tutte le sue sofferenze e con tutte le sue potenzialità». Fatevi avanti, allora, ragazzi. Mettetevi in gioco e fate vedere di quale pasta siete fatti. (g.pu.)
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