Cerimonia dedicata all’alluvione
Anche la Barracciu all’inaugurazione del nuovo anno accademico
TEMPIO. Sarà presente anche il sottosegretario di Stato al ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Francesca Barracciu, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto Euromediterraneo che si terrà quest’oggi. Una data scelta con attenzione per ricordare a quasi un anno esatto di distanza il nubifragio che colpì e devastò Olbia. Il tema che caratterizzerà i diversi momenti della giornata sarà infatti la memoria di quanto accadde allora. Vale a dire il ricordo ancora vivo della devastazione ambientale e di una ferita che, per varie ragioni (tra queste anche gli strascichi di carattere giudiziario assunti dalla vicenda), continua a dolere. Il tema sarà richiamato nelle diverse relazioni in programma, a partire dalla comunicazione del sottosegretario Barracciu e dall’intervento di apertura del direttore dell’Istituto di Scienze Religiose Euromediterraneo, don Raimondo Satta, che sottolineerà il grande valore formativo della memoria.
L’ambiente in relazione al sacro sarà invece il binomio che nella sua lectio magistralis esaminerà il filosofo Aldo Natale Terrin, ordinario di Fenomenologia della religione presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova, già docente nell’Università Cattolica di Milano e dell’Issr “Italo Mancini” dell’ateneo di Urbino. Il convegno, che avrà inizio alle 10,30, sarà preceduto dalla celebrazione della messa da parte del vescovo della diocesi di Tempio Ampurias, monsignor Sebastiano Sanguinetti, che ha tra i suoi numerosi compiti anche quello di moderatore delle attività dell’Euromediterraneo. Sulla scelta del tema ha influito la vocazione territoriale dell’Istituto. «Il ruolo accademico dell'Euromediterraneo - dichiara, nona caso, don Raimondo Satta - ci sollecita a rispondere a tutte le istanze dell'uomo. Non ultimo il suo rapporto con l’ambiente in rapporto al sacro e all'etica che sarà evidenziato dal professor Terrin. Da parte nostra, la vocazione culturale dell'Istituto fondata sul valore dell'uomo e, dunque, della sua condizione di apertura al trascendente ci provoca ad una partecipazione per cercare il senso dell’esistenza anche in rapporto al dolore e alla scelta coraggiosa di un etica morale. Tutto questo secondo il dettame della rivelazione». (g.pu.)
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