Il 18 novembre è diventato un film
Volti e storie dell’alluvione nel documentario “Noi non molliamo” di Pietro Mereu
OLBIA. Lo sguardo del giorno dopo. Perso nel vuoto, disperato, ancora incredulo. E poi quella forza di volontà che ha pian piano mosso i muscoli e la mente, quella grande speranza che ha riacceso il cuore di una comunità stravolta. Ecco, il documentario «Noi non molliamo, facce e storie dell’alluvione», del regista sardo Pietro Mereu, racconta proprio questo. Il day after. Le ore che hanno seguito la tragedia di un anno fa. Domani alle 17, due giorni prima dell’anniversario dell’alluvione, il docufilm sarà proiettato in anteprima assoluta nella sala conferenze del museo archeologico. Un lavoro di 45 minuti che abbraccia anche una bella maratona di solidarietà, una raccolta fondi, tramite donazioni e vendita delle copie, che andrà a sostenere le famiglie colpite dal fango del 18 novembre. Il documentario di Pietro Mereu è stato girato tra Olbia e Arzachena. E dà voce e volto a chi, quella fredda sera di un anno fa, ha perso ogni cosa: casa, auto, ricordi. Chiunque parla della propria esperienza, della propria vita prima e dopo l’alluvione. Insomma, un dossier che racconta il dramma dal punto di vista dei protagonisti. Ma anche dal punto di vista dei soccorritori e dei volontari che per settimane hanno affollato case e strade sventrate dal fango, tendendo mani, piatti caldi e un po’ di conforto. Il documentario «Non non molliamo, facce e storie dell’alluvione» è stato presentato ieri mattina nella sala giunta del Comune. Presente Ivana Russu, assessore alla Protezione civile e alle Politiche giovanili, e Maurizio Raimondi, che ha lavorato insieme a Pietro Mereu. Hanno collaborato anche personaggi del calibro di Mogol, che ha concesso l’utilizzo di alcuni brani, Beppe Dettori e Baz. Per tutte le informazioni su donazioni e docufilm, che sarà proiettato in tutta Italia, visitare il sito www.noinonmolliamo.com. (d.b.)
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