La Nuova Sardegna

Olbia

Quel turismo che non diventa adulto

di Giampaolo Meloni
Quel turismo che non diventa adulto

Numeri incoraggianti nell’ultima stagione ma anche tante difficoltà. La radiografia nell’ottavo meeting di Star solution

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OLBIA. Un corpo che dà segni incoraggianti di vita ma che fatica a crescere. È il turismo. I numeri dell’ultima stagione sono positivi, anche se più o meno veritieri: attendibili ma non ufficiali, credibili ma non certificati. Due verità tuttavia affiorano: è cresciuto l’interesse degli stranieri per la Sardegna e in particolare per la Gallura. Ma il maggior numero di presenze del movimento vacanziero nel sistema della ricettività alberghiera è prevalentemente sardo, anzi, decisamente sardo. Lo stato di salute del comparto viene da un commercialista, il prsidente dell’Ordine professionale provinciale Marco Balata: «Le presenze crescono ma non c’è un riscontro economico nelle ricadute sul territorio». L’autorevolezza dello specialista imprime il bollo: «Su questi temi c’è il deserto dei riferimenti istituzionali. Abbiamo segni positivi ma non sappiamo perché», è l’osservazione confezionata da Carlo Marcetti, docente universitario di Politiche del turismo nell’Ateneo di Cagliari e nel Polo di Olbia. Ossia: nessuno fornisce dati reali e manca un indirizzo politico certo e praticabile per tutti gli operatori che vorrebbero crescere e far crescere questa voce dell’economia cittadina, territoriale e regionale. Se questa è l’anamnesi, la terapia che consegue è sintetizzata nelle parole dell’assessore comunale del Turismo Marco Vargiu: «Meno critiche incrociate tra i protagonisti e maggiore coesione tra i tasselli dello stesso mosaico».

Lo scenario s’incastra nel doppio volto dell’ottimismo dei numeri e delle potenzialità da una parte e nella preoccupazione che la pianta rigogliosa dia raccolto scarso, dall’altra. È la foto scattata dall’ottavo meeting promosso dalla società di servizi Star solution con il titolo “Olbia, destinazione...Futuro” e diretto nell’aula magna dell’aeroporto Costa Smeralda dal giornalista Augusto Ditel. Nel contenitore dei numeri favorevoli che chiudono l’estate appena trascorsa (più 20 per cento negli arrivi e più 20% circa nelle presenze alberghiere e extralberghiere, secondo i dati dell’assessore Vargiu) c’è una perdita d’orientamento che Marcetti evidenzia così: «Il futuro si costruisce risolvendo i problemi di oggi. Se aspettiamo che si concretizzi lo sviluppo sostenibile, dovremmo aspettare trecento anni. Quindi trovare risposte oggi, anche senza derogare al rigore etico e guardando con meno pregiudizi al fenomeno delle seconde case». Perché, spiega il docente, formano un patrimonio di redditività considerevole: «Si tratta di ripensarne l’uso, anche in considerazione della scarsa ricettività che la Sardegna e il territorio possono offrire». Nel dettaglio, quello del turismo è un fenomeno spesso difficile da decifrare: solo il 60 per cento delle strutture alberghiere fornisce dati, l’extralberghiero si asteniene nella quasi totalità, l’Autorità portuale di Cagliari riesce addirittura a tacerli in nome di non si sa quale privacy. Si sa tuttavia che il flusso portuale è cresciuto in Gallura, nell’aeroporto il traffico internazionale è cresciuto del 13 per cento, quello nazionale del 4. Due infrastrutture irrinunciabili per il turismo in Gallura, dove anche la nautica rappresenta un punto di forza tutt’altro che trascurabile: Olbia città è prima in ITalia per le imprese che forniscono servizi, 500 imprese operano in Gallura dove ci sono 22 marine con novemila posti barca. Cento le imprese su Olbia duecento nel territorio quelle dell’indotto. È la radiografia che fornisce Roberto Azzi, di Confindustria Nord Sardegna. Ma non tutto lucica: «Intanto lavoriamo all’aggregazione delle aziende, un grande network regionale per far crescere le ricadute economiche – fa sapere Azzi –. Ma segnaliamo anche il sopruso dei troppi limiti e divieti nell’area Parco della Maddalena».

Tutto andrebbe meglio se «la comunicazione fosse ricalibrata e si spaventasse meno il bacino degli utenti con gli allarmi sul caro trasporti», segnala Paolo Manca, segretario generale del Consorzio Porto Rotondo, reduce dai successi delle iniziative per i 50 dalla fondazione. Perché gli eventi danno risultati positivi, incoraggia il sindaco di Golfo Aranci e consigliere regionale di Fi Giuseppe Fasolino. Il dibattito si accende con tanti interventi e il parlamentare Settimo Nizzi va giù duro: »Siamo incapaci di fare accoglienza e ancora la Region e non ha fatto nulla per i contratti sulla continuità per la prossima stagione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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