La Nuova Sardegna

Olbia

Solidarietà, il grande cuore della Fidapa

di Stefania Puorro
Solidarietà, il grande cuore della Fidapa

L’associazione del nord ovest ha raccolto altri fondi. Ieri al circolo nautico la consegna degli assegni

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OLBIA. Selma Chiosso, giornalista, ricorda l’alluvione del Piemonte e i suoi morti (1994). Ma non dimentica la Liguria e gli ultimi recentissimi disastri. Parla di questa zona dell’Italia perché lei è anche la presidente del distretto nord ovest della Fidapa, di cui fanno parte (oltre a Piemonte e Liguria) Lombardia e Valle d’Aosta. Parte da qui, per arrivare a Olbia e al suo devastante e tragico ciclone di un anno fa. «Di fronte a drammi di questa portata - ha detto la Chiosso - o ci si mette a spalare fango, oppure si dà una mano in altri modi. Noi, come Fidapa nord ovest, abbiamo organizzato due eventi teatrali (a Lainate e Varese) per raccogliere fondi da donare agli alluvionati di Olbia». 5.670 euro consegnati sotto forma di simbolici assegni a due persone considerate punti fermi del mondo del sociale e della solidarietà: don Andrea Raffatellu e Anna Maria Carbini, che guida il gruppo vincenziano della Salette.

A parlare della solidarietà targata Fidapa è Elisabetta Cocco, presidente della sezione di Olbia, che ha ufficializzato questo nuovo carico di aiuti durante una conferenza al circolo nautico (ha partecipato anche la presidente del distretto Sardegna Rosalba Crillisi).

La somma raccolta è stata divisa tra don Raffatellu e il gruppo vincenziano e servirà a dare una mano ad alcune famiglie. Il sacerdote ha poi aggiunto che una parte del denaro verrà utilizzato per una borsa di studio.

Ancora una volta, Elisabetta Cocco ha sottolineato come e quanto sia stato importante ricevere affetto e solidarietà, dopo una tragedia immane. «Tutto è partito dalla Fidapa nazionale che ha avviato una prima raccolta fondi, quindi è arrivata la mobilitazione del distretto nord ovest, che ha consentito di dare un ulteriore contributo a chi vive in grandi difficoltà».

«Sì, perché le emergenze non sono finite - ha ribadito don Andrea Raffatellu -. Chi ha dovuto chiedere un mutuo per ricomprarsi gli arredi, adesso non è più in grado di pagarlo. Senza dimenticare la paura, lo choc. Con i bambini che, appena piove, si appiccicano ai vetri delle finestre perché hanno il terrore di rivivere l’incubo del 2013. L’alluvione ha ucciso e ha anche spazzato via i sacrifici di una vita di tanta gente, ma non ha fatto naufragare la dignità e la solidarietà. E così continuiamo a dire grazie a chi non smette di aiutare la nostra popolazione». Di fronte a queste parole e al ricordo del fango e della disperazione, Anna Maria Carbini non ha trattenuto le lacrime. «Quello che abbiamo vissuto è stato tremendo, ma è stato anche terribile non riuscire a fare qualcosa nell’immediatezza. Con la sensibilità di tanti siamo pian piano riusciti a sistemare le cose, a fare in modo che le persone potessero ricominciare a sorridere. Ma ci sono abitazioni ancora precarie, famiglie che soffrono. Ed è emozionante sapere che questa catena di solidarietà, della quale fa parte anche la Fidapa, continua ad allungarsi».

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