La Nuova Sardegna

Olbia

Lottizzazione abusiva, l’inchiesta prosegue

di Giampiero Cocco
Lottizzazione abusiva, l’inchiesta prosegue

Le case coloniche e le villette realizzate a Chidade–Chentu Accas rischiano di finire sotto sequestro

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Le ventidue tra villette e casolari che sono state realizzate nella lottizzazione abusiva di “Chidade-Chentu Accas” corrono il rischio di finire sotto sequestro giudiziario.

Dopo l’ispezione dei luoghi disposta dalla magistratura gallurese sui 248 ettari a monte dellla struttura che dovrebbe ospitare il “Mater Olbia” (l’ex San Raffaele del defunto don Verzè) gli uomini del Nipaf del corpo forestale regionale dipendenti dall’ispettorato di Tempio stanno esaminando la copiosa documentazione acquisita nel corso delle indagini. Una verifica relativa alle concessioni edilizie rilasciate in gran parte dall’ufficio tecnico del Comune di Olbia per realizzare abitazioni rurali nell’agro, uno dei tanti stratagemmi utilizzati, in questi anni, per costruire su terreni agricoli. Tra i 108 nomi che sono stati iscritti sul registro degli indagati custodito nella procura della Repubblica di Tempio vi sono nomi che ricorrono anche in altre indagini avviate dalla magistratura gallurese su operazioni simili, come ad esempio la lottizzazione abusiva di “Patron di Corru” dove uno degli imputati in attesa di giudizio (il processo contro 55 falsi agricoltori è stati aperto nei giorni scorsi dai giudici del tribunale di Tempio) risulta aver acquistato alcuni lotti anche nella “nuova” lottizzazione realizzata abusivamente, stando alle indagini della forestale, a “Chidade”.

Il controllo incrociato tra gli elementi raccolti dagli investigatori – coordinati dal titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Angelo Beccu – e quelli forniti dai funzionari dell’ufficio tecnico di Olbia che, nei giorni scorsi, hanno preso parte all’ispezione dei luoghi ordinata dal Pm inquirente è uno degli impegni che si è assunto il consulente d’ufficio della Procura, un architetto esperto in materie urbanistiche e pratiche amministrative. Stando alle indagini i cinque proprietari della vasta area agricola che si estende dai confini dei terreni dell’ex San Raffaele fino a raggiunge la frazione a sud di Olbia di Murta Maria avrebbero ideato, con i frazionamenti predisposti da 15 professionisti (geometri, ingegneri ed architetti di Olbia, Sassari,Ozieri e Nuoro, anche loro indagati in concorso con gli acquirenti di lottizzazione abusiva e falso in atti pubblici) un vero e proprio piano operativo per vendere, pubblicizzandolo in rete, quello che veniva descritto come un nuovo insediamento agricolo-residenziale alle porte di Olbia, nelle vicinanze dell’aeroporto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative