Tassa di sbarco, Confcommercio frena
Il presidente Fara: «La proposta è di difficile applicazione e non c’è certezza sull’effettivo ritorno economico per la città»
OLBIA. Più strega che fatina. La “tassa di sbarco” vista con gli occhi della Confcommercio perde il fascino con cui l’hanno vestita il suo “ideatore”, l’ex assessore Luigi Crisponi, e suoi sostenitori, il Comune e gli albergatori. Il presidente dell’associazione dei commercianti, Italo Fara, solleva una serie di dubbi sul contributo da applicare una tantum, sui biglietti aerei e navali dei passeggeri in arrivo in Sardegna, residenti esclusi.
Tassa insidiosa. «La proposta dell’onorevole Crisponi, ex assessore regionale al Turismo, ex presidente dell'Esit e di Federalberghi Sardegna e qualificato albergatore di Nuoro, di una tassa apparentemente equilibrata e democratica, nasconde invece una moltitudine di insidie, di iniquità e oggettive difficoltà di adozione e applicazione – spiega il presidente Fara –. Un po' ricalca la tanto vituperata “imposta di atterraggio” destinata agli aerei dell'aviazione generale. Allora venivano colpiti i ricchi, seppure in maniera per loro assolutamente indolore. Oggi si vorrebbe spalmare il costo su tutti coloro che raggiungono la Sardegna in nave o in aereo per qualunque motivo, senza ovviamente applicarla ai residenti». Fara solleva alcune perplessità sulla sua attuazione. A partire dalle modalità con cui dovrebbe essere riscossa e ridistribuita sui territori. «Mi domando in che modo e quando le compagnie aeree e di navigazione dovrebbero trasferire l'incasso alla Regione – sottolinea Fara – e, elemento di non meno rilevanza, come quest'ultima dovrebbe dividere i soldi tra le città turistiche. C’è anche da capire quali comuni rientrano in questa definizione. Per esempio, Barumini, in cui non è d'uso soggiornare, riceverà una quota dell'entrata? E chi arriva sui maxi yacht pagherà o no? E chi ogni settimana raggiunge la famiglia in vacanza pagherà a ogni volo?».
Dubbi sui benefici. Fara insiste poi sulla quantificazione della fetta della tassa di sbarco che finirà nelle casse di Olbia. «È importante capire se la città, principale accesso turistico nell'isola, continuerà a subire traffici automobilistici di livello metropolitano in cambio di nulla, come già accade oggi – continua Fara –. E con quali capacità gli enti preposti valuteranno la correttezza dei dati di traffico provenienti dalle compagnie di navigazione e la bigliettazione. C’è poi il capitolo tour operator. Questi vendono e incassano in ogni angolo del pianeta pacchetti comprensivi del costo del viaggio e girano, spesso con ritardo ed elevate gabelle, gli incassi ai vettori e alle attività ricettive. Chi li controllerà?».
Imposta di soggiorno rivalutata. Fara teme che la proposta del consigliere Crisponi sia una boutade, una strategia per rinviare l’applicazione della tassa comunale di soggiorno. Che invece il presidente di Confcommercio rivaluta. «Da più parti si dice che la tassa di soggiorno, così come è strutturata, manchi di omogeneità e potrebbe orientare flussi turistici verso i comuni che non la applicano – commenta Fara –. Al di là della evidente sottovalutazione dell'intelligenza del turista, che non potrà mai scegliere una località al posto di un'altra per pochi euro, la Regione potrebbe regolamentare l'applicazione della tassa su tutto il territorio regionale, isole comprese, lasciando alle singole amministrazioni l’applicazione dei criteri. Sulla falsariga di quanto già si fa nelle regioni alpine, potrebbe anche favorire la creazione di cataloghi sui quali pubblicizzare le locazioni di immobili e di concerto punire severamente chi affitta temporaneamente immobili o parti di essi senza avere preventivamente registrato l’attività e senza dichiararne i proventi. E così ogni comune potrebbe disporre di denari pronti da impiegare negli interventi di arredo urbano, di produzione di carte di servizi, di miglioramento del sistema di accoglienza, magari stipulando un protocollo d'intesa con le organizzazioni delle categorie imprenditoriali per condividerne gli indirizzi. Pochi euro per ogni soggiornante per tot giorni in ragione della categoria della struttura così come si fa in ogni città del mondo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
