Come ti salvo la città in una tesi di laurea
Sconvolto da Cleopatra, Contu diventa ingegnere alla Sapienza con uno studio sui rischi idrogeologici
OLBIA. L’alluvione è stata come una scintilla. Così ha abbandonato il suo lavoro iniziale, incentrato su un progetto di riqualificazione della vecchia artiglieria, e si è gettato con mente e corpo in uno studio ancora più importante. Marco Contu, giovane olbiese che abita tra Roma e Isticcadeddu, uno dei quartieri più devastati da Cleopatra, ha deciso di cambiare e trattare il tema dell’alluvione nella sua tesi di laurea specialistica in ingegneria edile-architettura, della facoltà di ingegneria della Sapienza.
«Il mio è un progetto basato sullo studio di un modello di pianificazione, all’interno della città costruita, che tiene conto del rischio idrogeologico» spiega Marco Contu. Nella sua tesi, discussa lo scorso ottobre, frutto di un lavoro lungo dieci mesi, lo studioso ipotizza un piano per salvare la città e anche un nuovo progetto urbanistico per una delle aree più depresse di Olbia.
Olbia nel cuore. Marco Contu è rimasto sconvolto dall’alluvione. «L’unico pensiero era rivolto alla famiglia, agli amici e a tutta la città – racconta –. Da lì, comunque, è scattata una scintilla che mi ha fatto cambiare l’argomento della tesi. Innanzitutto perché ho voluto esprimere la mia appartenenza al quartiere di Isticcadeddu. E poi perché penso che l’acqua e l’alluvione debbano essere uno stimolo per una progettazione e uno sviluppo integrato nella specificità del territorio». E così è nata la tesi «Progetto urbanistico per l’area tra il rio Siligheddu e il rio Gaddhuresu a Olbia».
Città da difendere. Lo studio è lunghissimo. Marco Contu ha raccolto e analizzato tutti i dati sul territorio olbiese, concentrandosi sulla fetta di città racchiusa tra i due canali che hanno causato maggiori danni. Innanzitutto ha ipotizzato un sistema capace di contenere la piena in caso di una nuova alluvione. Cioè la costruzione di diverse casse di laminazione a monte del rio Siligheddu e del rio Gaddhuresu. Ma non solo. Marco Contu ha anche progettato un nuovo piano di sviluppo, intelligente e sostenibile, che tiene conto della specificità del territorio e del costante rischio alluvione.
Lo sviluppo. Il giovane olbiese ha infatti pensato un progetto capace di riqualificare la zona tra i due canali, con lo scopo di renderla ricca di servizi e spazi pubblici. Ha per esempio previsto un nuovo piano edilizio in un’unica area che risulta essere esclusa dal rischio alluvione, per permettere la nascita di esercizi commerciali, complessi residenziali e anche di una biblioteca. Poi Contu ha individuato diverse aree, ora incolte e abbandonate a se stesse, per la creazione di parchi, piazze, spazi per mercatini rionali e collegamenti tra quartieri tramite percorsi ciclopedonali. (d.b.)
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