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Olbia

La Cisl: «Sull’alluvione troppi ritardi»

La Cisl: «Sull’alluvione troppi ritardi»

Un anno dopo la tragedia manca ancora un piano per il riassetto del territorio. Sotto accusa il Governo e la Regione

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OLBIA. L’alluvione un anno dopo: è il momento di ricordare cosa si è fatto, ma anche cosa non si è fatto o cosa non si è fatto abbastanza. Tra la popolazione il malessere cova ancora sotto il fango e la Cisl lancia l’allarme: troppi ritardi, troppe lentezze, zero pianificazione. «A un anno di distanza non si ha ancora la cifra definitiva dei danni provocati dal ciclone Cleopatra. Soprattutto manca un piano articolato di interventi - regolarmente finanziati e quindi realizzabili - in grado di riassestare in tempi non biblici il territorio e la vita dei cittadini così precaria dopo il 18 novembre 2013».

Sotto accusa ci sono il Governo nazionale e la Regione. «Latita un'azione preventiva e mancano gli interventi di messa in sicurezza idrogeologica di tutta l'isola – dicono il segretario regionale Oriana Putzolu e il segretario della Gallura Mirko Idili – così le città più colpite rischiano di portare per decenni le stimmate di questa devastazione. Regione e Governo nella gestione di questa emergenza straordinaria si sono mossi con la stessa lentezza con cui si affronta una situazione ordinaria. Invece, sarebbe servita, istituita presso la presidenza della Regione, una task force per monitorare le criticità ambientali e far partire immediatamente un progetto regionale per la messa in sicurezza del territorio».

Secondo una prima stima, soltanto a Olbia i danni provocati dall’alluvione ammonterebbero ad almeno 250 milioni di euro. Una enormità. Complessivamente sono state colpite dal nubifragio circa 7.000 persone, 3.100 abitazioni al piano terra, 96 imprese artigiane, 104 attività commerciali, 15 imprese agricole, 100 attività professionali. Sono stati calcolati, solo per Olbia, 140 milioni di danni ai beni immobili e mobili dei privati e 110 milioni per le strutture pubbliche. Il tessuto connettivo economico di Olbia e del circondario è stato pesantemente danneggiato con ricadute negative sull'attività imprenditoriale e sui lavoratori dipendenti.

«Dalla Regione – aggiungono i massimi dirigenti della Cisl sarda e gallurese – sono venuti aiuti col contagocce, dallo Stato ancora meno. Soprattutto sono mancate azioni di sostegno, rapportate alla gravità dell'emergenza, per le famiglie in difficoltà. Ad esempio, la sospensione per almeno un anno dei tributi locali, regionali e nazionali, mutui a tasso agevolato e a lungo termine per riavviare le attività d'impresa, recupero edilizio e acquisto scontato di mobili e arredi per la casa, sospensione delle tasse universitarie per gli studenti, buoni per acquisto di libri, buoni pasto per i nuclei familiari in difficoltà. Una fantasia solidaristica clamorosamente mancata allo Stato e alla Regione, ma che invece fortunatamente si è manifestata tra i volontari e nelle donazioni di migliaia di benefattori che tramite la Caritas sono ancora presenti sul territorio».

«Il ciclone Cleopatra – concludono Oriana Putzolu e Mirko Idili – ha evidenziato l'esigenza di far partire, anche in Sardegna, un piano articolato per la risistemazione idrogeologica del territorio. Nell'isola - calcolano gli esperti - il tasso di mortalità per inondazione, secondo le statistiche degli ultimi 50 anni, è molto superiore alla media nazionale: 0,045 vittime ogni 100 mila abitanti contro 0,03 italiano. Ben 306 comuni su 377 presentano criticità idrogeologiche e il 27% dei comuni risulta a rischio alluvione. Una nuova frontiera occupativa può essere aperta nel settore della tutela e della salvaguardia e recupero del territorio, con un risultato assicurato: creare occupazione e salvare vite umane».(red.ol.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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