Croce Rossa, altre proteste
Non si placa l’ondata di proteste contro la Croce rossa, per i criteri scelti dall’associazione di volontariato più famosa nel mondo nella distribuzione dei fondi raccolti dopo l’alluvione. Una gara...
Non si placa l’ondata di proteste contro la Croce rossa, per i criteri scelti dall’associazione di volontariato più famosa nel mondo nella distribuzione dei fondi raccolti dopo l’alluvione. Una gara di solidarietà che ha fruttato quasi 5 milioni e mezzo di euro. Ma i criteri non piacciono: molti saranno esclusi, mentre sembrano difficili da compilare e c’è la possibilità che non tutti i documenti richiesti possano essere disponibili. L’ultima protesta si è levata ieri dalla famiglia Casalloni. Alcune delle sei figlie di Anna Ragnedda, la donna morta annegata in via Lazio perché inferma e costretta a letto, ieri hanno chiamato al giornale chiedendo di poter intervenire. «Non è possibile – hanno detto due delle figlie della donna vittima il 18 novembre di un anno fa – che la Croce rossa metta a bando anche i morti. Si sa chi è stato vittima dell’alluvione, non ci sarebbe bisogno di alcun certificato, ma solo di rispetto. Hanno impiegato un anno a scegliere i criteri e ora quanto si dovrà ancora aspettare?» (en.g.)
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