Federalberghi: diciamo no a tutte le tasse sul turismo
Gli imprenditori dell’accoglienza contrari alla posizione della Confcommercio. Ma considerano il contributo di sbarco meno dannoso dell’imposta di soggiorno
OLBIA. Riesumata dalla Confcommercio, affossata da Federalberghi. La vecchia imposta di soggiorno continua a non piacere alla categoria dell’accoglienza. Una posizione opposta a quanto sostenuto dal presidente di Confcommercio Italo Fara, critico verso la “tassa di sbarco”, più morbido verso la “tassa di soggiorno”. Querelle in famiglia. Federalberghi non solo è una costola di Confcommercio, ma è uno dei maggiori azionisti dell’associazione di categoria.
No alle tasse. Paolo Manca, presidente di Federalberghi Gallura chiarisce in modo netto la posizione sulle imposte delle vacanze. «Siamo assolutamente contrari a qualsiasi tipo di tassa sul turismo ancora di più in un momento così delicato per il settore. Una volta che ci sarà più chiarezza sul quadro normativo si potrà aprire un tavolo di discussione. Ma al momento e in linea generale siamo contrari a qualsiasi tassa sul turismo».
Il male minore. Sulla stessa linea il presidente del Consorzio albergatori di Olbia, Fabio Fiori, dirigente Federalberghi. «Siamo rimasti esterrefatti dalle dichiarazioni del presidente Fara – dichiara Fiori –. Anche perchè Federalberghi si è già espressa all’unanimità sulla tassa di soggiorno e sulla tassa di sbarco. Abbiamo ribadito, e lo facciamo ancora una volta in modo deciso, che siamo contrari a qualsiasi imposta, balzello, nuova tassa sul turismo. Ma, nella sciagurata ipotesi che la Regione decida di applicare un contributo, crediamo che per come è concepita, con un prelievo una tantum sui biglietti aerei e navali, la tassa di sbarco sia la formula meno dannosa e più equa».
Tassa di soggiorno bocciata. Nei giorni scorsi il presidente Fara aveva criticato la proposta della “tassa di sbarco”. Secondo Fara un balzello solo apparentemente democratico, pieno di iniquità e insidie. Il presidente dei commercianti aveva invece riabilitato la tassa di soggiorno, bocciata da subito dagli albergatori. «Da più parti si dice che, per come è strutturata, manchi di omogeneità e potrebbe orientare i turisti verso i comuni che non la applicano – aveva detto Fara –. Al di là della sottovalutazione dell'intelligenza del turista, la Regione potrebbe regolamentare l'applicazione in tutta la Sardegna, lasciando alle singole amministrazioni i criteri».
Parole che fanno sussultare gli albergatori. «Conosciamo bene le dinamiche del turismo perché le viviamo ogni giorno, da decenni, sulla nostra pelle – afferma Pasquale Isoni, dirigente Federalberghi, general manager Iti hotel con una esperienza trentennale alle spalle –. Sappiamo bene l’effetto che avrebbe una tassa nominale. E l’applicazione dei criteri lasciati ai comuni avrebbero come conseguenza l’anarchia totale. La tassa di soggiorno va a colpire solo le strutture ufficiali, quelle in regola con Tari, Siae, canone. Ma non case in affitto in nero e strutture non in regola».
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