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Corsica e Sardegna unite per le Bocche

 Corsica e Sardegna unite per le Bocche

Alla battaglia per rendere più sicuro lo stretto di mare partecipano Cna e Upc: «Il pilotaggio diventi obbligatorio»

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SANTA TERESA. L’urlo delle Bocche di Bonifacio arriva in Parlamento e in Regione grazie all’Upc. L’Unione popolare cristiana prova a scuotere la politica, sorda alle esigenze di sicurezza del braccio di mare tra Sardegna e Corsica. Porta la firma del deputato Federico Fautilli l’interrogazione parlamentare sulle Bocche di cui il “pilotaggio raccomandato” – cioè l’utilizzo del pilota a bordo delle navi che attraversano lo stretto – è un pilastro. Vaga la risposta del Governo, convinto di garantire già la sicurezza del canale sardo-corso solo perché dal punto di vista burocratico ha assolto ai suoi doveri. Il ministero ha infatti affidato ai piloti marittimi il delicato compito di salire sul naviglio in transito accompagnando con la loro esperienza il passaggio nelle Bocche. Ma il fatto che l'imbarco non sia obbligatorio, solo consigliato, fa sì che nessuna nave a oggi lo abbia richiesto.

Interpellanza in Regione. Aspetta di essere invece discussa in Regione l’interpellanza sulle Bocche, di cui il primo firmatario è Gaetano Ledda. Per sostenere questa battaglia l’Upc, guidato a livello nazionale da Antonio Satta, ha fatto parte della delegazione italiana a Bonifacio per la chiusura del progetto Nostra. «Le istanze della Bonifacio strait pilots sono più che legittime – ha detto Stefano Giagheddu, in rappresentanza dell’Upc –. Proteggere e garantire questo braccio di mare è una questione ambientale ma anche economica. L’intensificazione dei rapporti tra imprese sarde e francesi alla quale stiamo assistendo negli ultimi tempi è un dato reale. La sicurezza dei traffici marittimi è la condizione senza la quale, ogni aspetto programmatico che punta ad aiutare le aziende che vogliono espandersi oltre i confini nazionali, rischia di non decollare. La sicurezza, anche attraverso un sistema di pilotaggio obbligatorio non è solo una questione ambientale, ma anche economica».

Ambiente ed economia. Anche la Cna Gallura, con il presidente Benedetto Fois e il segretario Massimo Bonacossa, hanno partecipato alla riunione a Bonifacio. «Riteniamo imprescindibile difendere quel tratto di mare, così delicato e fragile, soggetto a rischi di disastro ambientale per il passaggio delle navi, con o senza carichi pericolosi – sostiene Cna –. L’ambiente è anche un valore economico che il mondo delle imprese non può che salvaguardare con la prevenzione piuttosto che son eventuali e costosissimi interventi di ripristino. La Cna Gallura punta anche alla internazionalizzazione delle aziende galluresi verso la Corsica e alla costruzione di una rete di imprese sardo-corsa». (se.lu.)

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